A Trieste “Micka, la figlia del sindaco”, prima commedia in lingua slovena

Venerdì allo Stabile di via Petronio debutta l’opera di Anton Tomaž Linhart datata 1789

Annalisa Perini
"Micka, la figlia del sindaco": un momento dello spettacolo in una foto di Luca Quaia
"Micka, la figlia del sindaco": un momento dello spettacolo in una foto di Luca Quaia

Uno spettacolo multingue che, con le sue parti recitate e cantate, e tanta musica dal vivo, connette idealmente la costa triestina e il Carso, immergendo nella voglia di vivere del secondo dopoguerra. È con il debutto di “Micka, la figlia del sindaco” di Anton Tomaž Linhart, la prima commedia mai pubblicata in lingua slovena, scritta nel 1789 e ora in scena, per la regia di Vito Taufer, in un’ambientazione anni Cinquanta nei dintorni di Trieste, che il Teatro Stabile Sloveno chiude la sua corrente stagione. La “prima” venerdì alle 20 e si replicherà sino al 13 aprile, sempre con sovratitoli in italiano. Lo spettacolo sarà in scena anche a Gorizia, al Kulturni center Lojze Bratuž, il 14 aprile.

È stato presentato ieri mattina in una conferenza stampa arricchita dalla rappresentazione di una scena che ha messo in luce la vivacità dei caratteri e della partitura musicale. Nella sua opera Linhart, che basò il suo testo su “Il mulino di campagna” del poeta e scrittore austriaco Josef Richter, racconta la storia della bella Micka, fidanzata con un giovane del villaggio, ma tentata dalle seducenti, quanto vane, promesse del barone Tulpenheim. Nel nuovo allestimento la protagonista, più moderna e indipendente, è interpretata da Tina Gunzek.

Franko Korošec è il sindaco, nonché proprietario dell’osteria del paese, eternamente in bilico tra l’amore paterno e il tentativo di far condividere alla figlia le proprie idee. Il ruolo del promesso sposo, Angelo, è affidato a Matej Zemljič, volto notissimo del cinema e delle fiction televisive slovene. Francesco Borchi è invece il suo rivale, un Tulpenheim moderno, il cui cognome, Casabella, richiama alla sua attitudine come impacciato Casanova. Nikla Petruška Panizon è una turista tedesca, Primož Forte il comico avvocato Bicerin e lija Ota, oltre a vestire i panni di Moncolan, alleato di Casabella, è autore delle musiche originali delle canzoni, in un ventaglio di stili diversi attinti dagli anni’50.

Nate con la collaborazione, come paroliera, anche di Barbara Gropajc, caratterizzano le personalità dei singoli personaggi e ne rivelano ulteriori aspetti. Gli attori canteranno dal vivo e le musiche saranno eseguite da Marko Jugovic, Jan Kalc e Patrik Pregarc. Linhart fu autore di una rivoluzione in campo linguistico, perché per primo volle dimostrare che lo sloveno potesse essere anche una lingua per il teatro, adeguata e viva al pari di ogni altra.

E la lingua (creata dagli autori dell’adattamento, Boris Devetak, Žan Papič e la compagnia) rimane al centro dello spettacolo, cogliendo quindi l’eredità di Linhart, ma reinterpretandola in una prospettiva attuale. I personaggi, abitanti molto verosimili e riconoscibili del territorio, dialogano, in modo disinvolto e foriero di situazioni comiche, in sloveno, italiano, tedesco, inglese, triestino e nei dialetti sloveni del litorale. «Il fascino dei personaggi e dei loro rapporti – ha sottolineato il regista – è una caratteristica dello stile di Linhart.

Pochi sanno scrivere dialoghi così vividi e spiritosi. I personaggi parlano come parlerebbero oggi e non sono figure di carta bensì persone vere, in carne e ossa». Vito Taufer ha radici carsiche, legate al paese di pescatori di Santa Croce.

E con l’ambientazione di “Micka, la figlia del sindaco” ha voluto rendere omaggio alla tradizione della pesca e al tessuto multilingue e multietnico dell’epoca, tanto caratteristico quanto non alieno da conflitti. Le scenografie sono di Urša Vidic, i costumi di Aan Hranitelj e le luci di Jaka Varmuž. —

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