Tifosi della Triestina calcio in ansia per i possibili play-out

Tra i tifosi dell’Unione c’è forte preoccupazione in vista degli spareggi salvezza, sempre più probabili a quattro giornate dalla fine del campionato. Non mancano le stoccate alla società: «Situazione figlia di errori pacchiani»

Antonello Rodio
I giocatori della Triestina sotto la Curva Sud del Rocco dopo l’ultimo ko con la Feralpisalò (Foto Andrea Lasorte)
I giocatori della Triestina sotto la Curva Sud del Rocco dopo l’ultimo ko con la Feralpisalò (Foto Andrea Lasorte)

Mentre attendono con una certa ansia gli sviluppi sui risvolti societari, i tifosi alabardati sono molto preoccupati anche per le vicende del campo: i play-out sembrano inevitabili e il calendario è molto difficile, ma in ogni caso nessun rimprovero alla squadra che ha subìto sul piano mentale la mazzata della penalizzazione e sta facendo miracoli dall’arrivo di Tesser in poi.

Caso mai i rimproveri vanno alla società che ha messo la squadra in questa situazione. Questo il pensiero dei supporter della Triestina, a partire dal presidente del Centro coordinamento Sergio Marassi: «Sono preoccupato, la squadra ha dimostrato di essere un po’ in calo e ora ci tocca un finale con quattro partite tutte difficili: Padova e Vicenza lottano per la promozione e all’ultima rischiamo di trovare il Novara in lotta per il decimo posto. E pensare che senza la penalizzazione, che ha influito tantissimo nella testa dei giocatori, saremmo salvi. In quel momento anche il pari in extremis con la Virtus e il rigore sbagliato con la Pergolettese hanno influito: in una settimana in pratica si sono persi 8 punti. In più ci sono stati tanti infortuni».

Marassi fa anche un appello ai tifosi: «Con la Feralpi sono rimasto deluso dall’affluenza del pubblico: d’accordo che le varie traversie incidono, ma la gente deve pensare che la Triestina siamo noi, sono i tifosi a rimanere in qualsiasi categoria a sostenere la squadra, a prescindere dalla proprietà. Quindi bisogna venire in tanti alle ultime partite ed essere il dodicesimo uomo in campo, altrimenti ad esempio col Padova che ha un grande seguito si rischia quasi di giocare fuori casa. Salviamo la categoria per poter anche noi tifosi essere di nuovo in C. Sulla società, non resta che aspettare gli eventi e sperare che le cose vadano per il verso giusto».

Attilio Tesser durante la gara persa con la Feralpi (Foto Andrea Lasorte)
Attilio Tesser durante la gara persa con la Feralpi (Foto Andrea Lasorte)

Questa invece l’analisi di Michele Bertocchi, presidente del Triestina Fan Club Bar Capriccio: «È chiaro che la squadra ha pagato tanto sul piano mentale la penalizzazione, siamo ancora arrabbiati per quanto successo, ma le questioni societarie le vedremo dopo, ora come due anni fa bisogna concentrarsi solo sulla squadra e portare più gente possibile allo stadio e anche in trasferta. Ci aspettano quattro battaglie, dobbiamo cercare il quintultimo posto o almeno il quartultimo. Agli eventuali play-out vorrei evitare la Pro Patria, ma soprattutto vorrei conservare il vantaggio della salvezza in caso di parità e della seconda partita in casa. Della sconfitta con la Feralpi guardo il bicchiere mezzo pieno, perché la squadra, anche se ha preso gol nei primi minuti, è stata brava a reagire, quindi rispetto alla Giana c’è stata una reazione che dà fiducia. Spero di vedere una Triestina che cerca di vincere: per fortuna abbiamo Tesser in panchina e i ragazzi stanno dando tutto, non si può dir nulla loro se non chiedere un ultimo sforzo».

Elogia la squadra ma non certo la società Roberto Covi del Triestina Club Mario Biasin: «Siamo tutti molto preoccupati. Innanzitutto per la salvezza in bilico con un calendario difficile. I play-out sono sicuri, ma a parte che senza le penalizzazioni eravamo già salvi, quei punti tolti sono stati una mazzata per i giocatori che avevano fatto tanto per risalire, non sono fatti di ghiaccio e le energie mentali vengono a mancare. La squadra ha già fatto miracoli partendo da 7 punti in 16 partite, soprattutto senza un bomber, ed è normale un calo dopo quanto fatto. E poi i tifosi sono frastornati e preoccupati per il problema societario: non c’è chiarezza, sono stati fatti errori pacchiani per incompetenza. E non sono stati fatti cambiamenti, decisamente strano per la mentalità americana».

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