Milanese: «L’obiettivo è giocarci la B a marzo Il mercato? I rinforzi li abbiamo in casa»

«Il cambio di allenatore sofferto ma necessario. Ho fiducia che la squadra sarà in corsa fino alla fine, magari con i tifosi»
L'amministratore unico della Triestina, Mauro Milanese
L'amministratore unico della Triestina, Mauro Milanese

TRIESTE Adesso che il ciclo di fuoco è alle spalle. Ora che sono arrivati sette punti e la distanza dalla vetta è tornata a un ragionevole -5 anche se da tre avversarie, Mauro Milanese può guardare con maggior fiducia alla seconda parte della stagione. L’esonero anomalo e improvviso di Gautieri e l’arrivo repentino di Bepi Pillon è stata una sterzata che poteva mandare l’Unione in testa-coda. Perché se apparentemente da un anno all’altro la storia si è ripetuta stavolta il margine d’errore non c’era. Anche perché il rendimento della squadra, pur tra alti e bassi, non era poi così male. «Il cambio è stato improvviso per due motivi: Pillon, che avrei voluto a Trieste già dopo l’uscita di Pavanel, non poteva aspettare perché aveva un’offerta dal Pescara. E soprattutto era importante non perdere terreno negli scontri diretti per non gettare la stagione. Mi sono preso questa responsabilità ed è stata una decisione sofferta e dolorosa. Anche perché il rapporto personale con Gautieri è sempre stato eccellente. So quanto ci teneva alla Triestina e al legame con la città. Anche per questo la mia stima è rimasta intatta». E quindi in futuro i destini possono anche reincontrarsi visti i due anni di contratto. Magari affidando al tecnico un altro incarico nella Triestina «Per quanto mi riguarda sì. Dobbiamo vederci dopo le festività e ragionare assieme».

A novembre si è rivissuta in parte la stessa situazione di un anno fa. C’è qualche rammarico?

«Sì perché dopo un ottimo campionato, chiuso ai play-off a Potenza per un rigore non dato, come l’anno prima nella finale con il Pisa. Una costante fastidiosa che ci perseguita anche in questa stagione. In estate avevamo rafforzato la squadra. Precampionato ottimo con grande prova con la Lazio e anche in Coppa Italia con il netto successo a Potenza, poi una partenza a strappi, non all’altezza delle aspettative».

Ma ci sono stati gli infortuni e il Covid che hanno pesato mica poco.

«Effettivamente il mister ha dovuto affrontare tanti ostacoli. Paulinho, Procaccio, Ioime, Mensah, Maracchi, Boultam e poi i positivi al Covid. Però la rosa lunga ha consentito di mettere sempre in campo una buona squadra. Che però è mancata nella gestione di alcune partite e anche a volte non ho visto quell’aggressività che mi aspetto dalla Triestina. Per i nostri obiettivi non possiamo permetterci cadute di tensione al di là dei risultati che a volte sono figli degli episodi».

Guardiamo al futuro. Il rientro degli acciaccati può fa salire di molto il livello dell’organico di Pillon. Avete parlato con il mister di mercato?

«Con Bepi Pillon l’accordo è chiaro: questa è la rosa ed è suo compito valorizzarla e portare risultati. Con il rientro dopo le vacanze di tutti c’è abbondanza e qualità in tutti i settori».

Quindi sessione di gennaio solo da osservatore?

«Con il rientro progressivo di Procaccio e Paulinho, che rientrerà in gruppo a inizio gennaio, dobbiamo creare due slot in lista (gli ultimi due inserimenti sono stati Gatto e Cavaliere ndr). Poi come sempre starò attento se si crea qualche occasione, ovviamente realizzabile con qualche uscita. Ma l’obiettivo nel 2021 è di vedere all’opera tutti quelli che si sono fermati. Tra questi anche Struna e Filippini solo per fare un esempio. Ma anche Litteri ha disputato poche partite pur essendo bravo a firmare ben quattro reti».

E il portiere Ioime?

«Una serie di esami ai quali si è sottoposto pochi giorni fa sono risultati negativi, quelli per l’idoneità o meno sono previsti entro metà gennaio. La salute è la priorità, ma non è che come società possiamo aspettare ancora tanto. Comunque secondo me Offredi sta facendo bene e merita fiducia».

Intanto è esploso Boultam. Ve lo aspettavate?

«Come caratteristiche e qualità del giocatore sì. Vedere tre prestazioni di fila di alto livello, e con l’ultima affrontata con un infiltrazione, francamente mi ha sorpreso. Anche lui è stato fermo a lungo per l’infortunio alla spalla e poi per il Covid. Il ragazzo non può che migliorare anche se ha già dimostrato di avere personalità».

Quest’anno almeno non c’è da cercare una punta. Mensah sta facendo bene, mentre Litteri e Gomez sono in stand-by. Con gli esterni in rosa Pillon avrà problemi di abbondanza?

«Meglio così. È il tecnico che deve saper gestire la situazione nei momenti di magra e in quelli di abbondanza. Sono sempre convinto che la concorrenza fa bene e non vedo in giro giocatori alla nostra portata meglio di quelli che abbiamo».

Quanto ha pesato il Covid sul conto economico della Triestina appena chiuso?

«Alla fine tra mancati introiti e costi supplementari lockdown ed epidemia all’incirca hanno pesato per due milioni di euro».

Lo sbarco di Sky nel pianeta C è un fatto positivo?

«Certamente dà visibilità agli sponsor e consente ai tifosi di vedere le partite. Questo è un fatto positivo ma non risolve, nè attenua in modo deciso il problema della sostenibilità economica. Lo ribadisco l’unica soluzione passa per una riforma del sistema».

E la pandemia quanto ha influito sul progetto del Ferrini?

«C’è stato un periodo di stand-by anche sul versante burocratico. Io conto che nei primi mesi del 2021 possiamo aprire il cantiere. E che da settembre, con l’allestimento del primo lotto (spogliatoi, campo e bar ndr), si possa dare il via all’attività di base».

Qual è l’auspicio per il 2021.

«L’obiettivo è che la squadra si trovi nel plotone delle prime quando tra marzo e aprile ci sarà il rush finale con gli scontri diretti. E che il pubblico possa esserci al Rocco. Sarebbe il segno tangibile di un’uscita da questo tunnel».

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