Post sui social contro il Governo e l’eurodeputata Cisint: polemiche su un preside di Udine

Un primo contenuto risalirebbe al 2021, il secondo in esame ad aprile 2024: a scriverli Leonardo Primus, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 6. L’ex sindaca di Monfalcone: «Forse questa persona con la scuola non dovrebbe avere più niente a che fare»

Simone Narduzzi
L'eurodeputata Anna Maria Cisint, tra i bersagli del dirigente scolastico udinese
L'eurodeputata Anna Maria Cisint, tra i bersagli del dirigente scolastico udinese

Gli “amici” di destra cancellati dai contatti Facebook. E poi allusioni, quel nomignolo affibbiato all’eurodeputata Anna Maria Cisint: «pasionaria bisiaca».

Dalle pagine de Il Tempo, i due post che gettano nella bufera social il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 6, Leonardo Primus.

Un primo contenuto risalirebbe al 2021, il secondo in esame ad aprile 2024. Gli ex alunni «ormai quasi trentenni», con «fragilità esistenziali irrisolte».

Nel mirino, all’epoca del primo contenuto, «70 persone che hanno messo “mi piace” a Salvini, 34 che hanno messo “mi piace” alla Meloni». Vecchi studenti «che erano molto bravi a copiare». Da tutto ciò, la decisione di depennarli.

«Lo trovo gravissimo – la risposta, sulla medesima piattaforma, da parte dell’ex sindaca di Monfalcone, Anna Maria Cisint – perché queste parole sono state espresse nella funzione di dirigente scolastico».

Non solo: flash forward al 2024, alla rabbia derivata dal notare, nel percorso verso scuola, le «gigantografie di Salvini e della pasionaria bisiaca Cisint» oltre a quella del presidente del Consiglio Meloni.

La conseguente accusa dell’eurodeputato: «Trovo che questo sia oltremodo grave. Non è più tollerabile che nelle scuole ci sia la politica. Le scuole hanno un altro compito: quello di aiutare le famiglie a educare i ragazzi, ma nella libertà e nella democrazia delle scelte. Forse questa persona con la scuola non dovrebbe avere più niente a che fare».

Contattata telefonicamente, Cisint fa sapere di aver preparato una segnalazione indirizzata al ministro dell’Istruzione Valditara.

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