Omicidio di Trieste, Erika Podmenich era già indagata: l’accusa è di aver narcotizzato e derubato due anziane
Prima di uccidere Isabella Tregnaghi la donna era sotto inchiesta per altri due casi avvenuti in città. Accuse a cui la 58enne si dichiara del tutto estranea

Prima di uccidere Isabella Tregnaghi avrebbe adescato, narcotizzato e derubato altre due anziane. Una di queste è la 76enne che una ventina di giorni fa era finita fuori strada e si era ribaltata in auto a Conconello, in via Bellavista.
Erika Podmenich era già indagata per due casi avvenuti in città negli ultimi mesi. A febbraio una signora di Servola aveva incontrato la 58enne in un bar e dopo quel caffè aveva avuto un’amnesia, risvegliandosi vicino a casa senza ricordare cosa fosse avvenuto nel frattempo.
Agli investigatori aveva raccontato che dalla sua abitazione mancavano dei gioelli. Non solo: dalle analisi del sangue sarebbero emerse tracce di benzodiazepine, farmaco di cui lei aveva assicurato di non fare uso.
L’altro episodio risale al 17 marzo, quando una 76enne è finita fuori strada a Conconello e si è ribaltata giù da una scarpata. Individuata per caso da un ciclista di passaggio, era finita all’ospedale in codice rosso, più per lo stato “soporoso” in cui versava che per i traumi riportati nell’impatto. La malcapitata aveva incontrato Podmenich il giorno stesso e avevano bevuto qualcosa insieme.
Dai successivi esami medici non erano emerse anomalie nelle condizioni di salute della 76enne tali da giustificare un malore. Erano invece spariti l’orologio di valore che portava al polso e il suo cellulare. Sul caso aveva iniziato a indagare la Polizia Locale per chiarire le tante circostanze anomale.
Una delle ipotesi è che la carambola sia stata provocata appositamente. Si sta accertando se l’indagata possa aver agito con l’aiuto di un complice. Accuse a cui la 58enne si dichiara del tutto estranea. “Non ho mai truffato nessuno” ha detto al suo difensore, l’avvocato Massimo Scrascia.
Il filo rosso è Erika Podmenich, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Alla luce dei retroscena emersi, il delitto di lunedì, avvenuto nell’ex Ghetto di Trieste, potrebbe essere proprio il brutale epilogo di un altro adescamento. Si aggrava dunque la posizione della 58enne triestina, che stamattina (3 aprile), durante la convalida, ha scelto di restare in silenzio di fronte al gip.
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