Omicidio di Trieste, custodia cautelare in carcere per Erika Podmenich
La 58enne è accusata del brutale omicidio dell’89enne Isabella Tregnaghi. Lunedì la Procura disporrà l’autopsia sul corpo della vittima

Resta in carcere Erika Podmenich, la 58enne accusata di aver ucciso a coltellate l’anziana Isabella Tregnaghi nella sua abitazione di via delle Beccherie, in Ghetto a Trieste. Il gip Marco Casavecchia ha sciolto la riserva nelle scorse ore disponendo la custodia cautelare in carcere per la 58enne: c’è il pericolo che uccida ancora. Non è stato invece convalidato il fermo, scattato nelle ore successive al delitto.
Lunedì la Procura conferirà l’incarico per l’autopsia al medico legale. All’esame sul corpo della vittima parteciperanno anche gli eventuali consulenti di parte, nominati dall’indagata e dalle parti offese. La decisione del gip è arrivata dopo l’udienza di convalida avvenuta in tribunale a Trieste. Podmenich era entrata nell'ufficio del gip col volto nascosto sotto un velo nero per non essere ripresa dalle telecamere. E si era avvalsa della facoltà di non rispondere alle domande del giudice, riservandosi di farsi interrogare più avanti dai pubblici ministeri, come ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Massimo Scrascia.
L’accusa al momento è omicidio volontario ma la 58enne triestina è indagata anche per altri due casi recentissimi: avrebbe narcotizzato due anziane sciogliendo sonniferi nelle bevande e nei cibi per poi derubarle dei gioielli.
L’89enne era stata ritrovata con la gola tagliata, in una pozza di sangue, sul corridoio di casa. Il fendente fatale è stato assestato con un coltello da cucina, poi ritrovato nella notte, all’interno dell'abitazione. Dalle prime ricostruzioni, Podmenich ha tentato di soffocare l’anziana con una sciarpa prima di accoltellarla. “Abbiamo litigato, c’è stata una colluttazione”, aveva ammesso la donna nell’interrogatorio davanti ai pm, il giorno dell’arresto.
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