Rondine, canto nel segno della libertà creativa

(di Carlo Mandelli) (ANSA) - MILANO, 03 APR - E' una dichiarazione d'identità artistica, quella che Rondine, giovane cantautore romano e rivelazione della nuova scena, ha raccolto nel suo primo album intitolato proprio con il suo nome d'arte, in uscita domani, venerdì 4 aprile. Per la produzione di 'Rondine', Tommaso Santoni, così all'anagrafe, si è affidato a Marco Paganelli, Gianmarco Grande, Kyv, Matteo Milita, Marta Venturini e Dema. "Nelle mie canzoni - ha spiegato Rondine - vivo la mia musica in maniera libera. Da subito mi è venuta naturale la forma canzone come scrittura. Sono uno di quegli artisti un po' figli della quarantena del Covid. Ho sempre scritto ma solo in quel periodo ho cominciato a farlo di più. Da li ho cominciato ha frequentare gli studi di registrazione e tutto ha preso una forma". Tommaso Santoni, cresciuto a Roma, racconta la sua città e i suoi scorci, tra le panchine di un parco e i cori dello Stadio Olimpico, i giardini di Villa Fiorelli dove andava da bambino con la nonna e un nome all'anagrafe che è quello del bisnonno. Rondine, il nome d'arte, è invece un inno alla libertà. "Roma è qualcosa di molto importante nella mia scrittura - ha detto la voce di 'Per sempre (Roma)' - perché evoca tante immagini e ti aiuta a viaggiare con la mente. Mi sono sempre trovato in situazioni in cui la città mi accompagnava nella formazione creativa. Di Roma mi ha influenzato anche la scena cantautorale, da Silvestri a Fabi, passando per tanti altri, con i quali mi piacerebbe collaborare un giorno". Dai banchi di scuola, dove Tommaso si immergeva nelle opere di Leopardi e nelle storie della Seconda Guerra Mondiale, fino agli ascolti musicali dei genitori (il pop italiano di sua madre e il cantautorato di suo padre), Rondine racconta emozioni, intime e personali. "Cerco sempre di raccontare la mia verità - ha spiegato il giovane cantautore - e non mi piace la narrazione che punta ad essere voce di una determinata generazione. Racconto quello che vedo con i miei occhi e solo poi scopro che ragazzi della mia età ci si ritrovano, vuoi per spirito critico o vuoi per l'immagine condivisa della società che ci circonda". Nel disco sono presenti alcune collaborazioni, frutto di incontri in studio, co-scritture e amicizia. "Con Mew - ha raccontato Rondine - ho lavorato a diversi suoi brani come autore. Mi è venuto naturale, quando ho scritto 'Il Buio', avere la sua magnifica voce sul brano. Con Quentin40 avevamo voglia di raccontare la nostra città, mentre la collaborazione con Enrico Nigiotti è nata dalla voglia di rappresentare, su 'Fermare l'età', due generazioni diverse. Con Mazzariello, poi, Rondine a lavorato sul lato più cantautorale dell'album con 'Prima di dormire'. E poi, ancora, Tancredi. "Con lui ho scritto 'Fino a spegnerti' - ha detto ancora Rondine - che è stata l'ultima traccia alla quale ho lavorato. Tra me e Tancredi c'era da tempo l'idea di lavorare ad un brano insieme". Il viaggio in musica di Rondine lo ha portato anche a suonare dal vivo in alcuni dei più importanti festival italiani e in apertura ad artisti come Mahmood, Dargen D'Amico, Carmen Consoli, Alfa, Malika Ayane, Colapesce Dimartino, Tananai e ad essere tra i protagonisti del Rock in Roma e del Red Valley Festival. E' stato anche tra i tre artisti selezionati da Amazon Music per Breakthrough 2024, dedicato ai migliori artisti della nuova generazione. Ancora minorenne e studente di liceo, ha firmato, come autore, i testi di Mida, 'Rossofuoco' e 'Il bacio di Giuda' di Ava, Mida e Villabanks. "E' un percorso che tengo separato dal quello che con il quale scrivo per me stesso - ha confessato Rondine - e sono tanti i nomi con cui mi piacerebbe un giorno collaborare, magari cominciando dalla scuola romana". 'Facciamo finta che', ultima traccia nella scaletta di dodici canzoni, tratta un tema delicato come quello dell'eutanasia. "E' uno dei temi sociali che mi stanno più a cuore - ha detto il ventenne Rondine - e che mi piacerebbe portare avanti come battaglia personale. Credo sia un argomento di discussione importante, trattato purtroppo ancora in modo retrogrado. Altro tema importante per me è la salute mentale, della quale, oggi, finalmente si può parlare". (ANSA).
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