Un giorno in porto tra sacchi di caffè, maxigru in banchina e post su Instagram

Open day all’interno dello scalo per 700 con tappe al Molo VII e alla piattaforma logistica. Ieri l’anteprima con i guru social
Foto BRUNI 18.05.2019 Autorita Portuale: open day con Zeno D'Agostino
Foto BRUNI 18.05.2019 Autorita Portuale: open day con Zeno D'Agostino



Cosa succede tra i magazzini del porto nuovo? Come vengono scaricati i container sulle banchine e come si spostano le gru? Lo scopriranno oggi i 700 partecipanti (tra cui 10 lettori di Noi Il Piccolo) al quinto Open day del porto, promosso dall’Autorità di Sistema insieme alle associazioni di categoria, agli operatori e alla comunità portuale. I posti per parteciparvi sono andati bruciati nel giro di pochi giorni, a dimostrazione di quanto sia forte l’appeal per lo scalo marittimo cittadino. Organizzato in 8 turni, il primo in partenza alle 9 e l’ultimo alle 17 l’Open day si articola in varie tappe. Le stesse toccate ieri durante l’anteprima, riservata a stampa, altri 10 lettori di Noi Il Piccolo e instagrammers i quali, con i loro scatti, hanno successivamente raccontato l’esperienza vissuta con l’hashtag #ilmioporto.

Dopo una presentazione generale nella sede storica della Torre del Lloyd, la visita è iniziata in pullman attraverso i punti più importanti del Porto nuovo: Terminal container, Pacorini Silocaf, Terminal multimodale, Terminal Ro-Ro, Scalo Legnami con la Piattaforma Logistica e infine il Canale Navigabile. Giornata speciale soprattutto per i molti bambini presenti, interessati e curiosissimi. Lavoro straordinario per i papà che li accompagnavano, impegnati a spiegare ai piccoli come fanno i contenitori metallici a “scendere” e a “salire” dalle navi accostate sulla banchina.

La prima tappa di questo Open Day prevedeva la visita al terminal container del molo VII, sicuramente la parte più suggestiva dell’enorme struttura portuale. Qui la comitiva ha potuto scoprire i luoghi di carico e scarico delle navi, le tipologie di merci in transito, i contenuti dei container e le rotte percorse dalle imbarcazioni che transitano a Trieste. Un rimorchiatore, pronto a spruzzare in aria un doppio getto d’acqua, ha accolto la prima comitiva di visitatori. Naso all’insù e bocca spalancata per ogni piccolo visitatore, che non sapendo dove guardare finiva con il divorare con gli occhi tutto ciò che lo circondava. «Se il treno non si ferma finisce in mare?», chiede uno dei piccoli ospiti incuriosito mentre guarda i convogli mentre caricano e scaricano i contenitori. «Quanto pesa la gru?», si informa un altro giovanissimo ospite e fortunatamente le tabelle di carico scritte a caratteri enormi sulle braccia dei possenti mezzi da carico e scarico possono venire in aiuto del babbo di turno.

Come tanti Minions, a causa dei giubbetti gialli fosforescenti d’ordinanza, la comitiva è poi risalita a bordo del pullman per spostarsi negli altri settori del porto, a cominciare dal magazzino della Pacorini Silocaf dove viene collocato il caffé verde appena scaricato e in attesa di distribuzione. Poi la vista dei camion, tanti, in fila indiana in attesa di imbarcarsi nei traghetti per la Turchia. Un sogno diventato realtà per tanti bambini e che ha visto la continua interazione con gli operatori del porto ai quali è stato affidato il compito di raccontare i dettagli delle proprie attività. Un porto vivo che per un giorno ha rinsaldato il proprio legame con la città e il territorio retrostante. —



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