Trieste, Palazzo Carciotti all’asta fra due mesi. Base da 21 milioni

Entro due mesi il Comune di Trieste pubblicherà il bando di gara per la vendita di palazzo Carciotti. Per la fine del 2017 quel gioiello neoclassico progettato dall’architetto Matteo Pertsch per il commerciante greco Demetrio Carciotti e consegnato alla città nel 1803, potrebbe passare nelle mani di un gruppo privato, verosimilmente austriaco visto che le manifestazioni di interesse più concrete sono arrivate proprio da imprenditori d’Oltralpe. Tra questi ci sono soggetti che vorrebbero investire anche in Porto vecchio. Alcune richieste di informazioni però sono pervenute pure da realtà imprenditoriali italiane.
L’asta che il Comune si appresta a indire assegnerà la proprietà dell’intero palazzo, non solo dei due terzi dello stesso come invece immaginato dall’amministrazione comunale precedente che per un valore di 17 milioni di euro aveva stabilito l’alienazione dell’edificio senza la parte anteriore, quella monumentale con vista sul waterfront. La vendita dello storico palazzo sulle Rive dovrebbe partire da una base d’asta di poco superiore ai 21 milioni di euro e l’amministrazione potrebbe incassare – è la previsione – tra i 24 e i 25 milioni. Un bel colpo per le casse comunali. «Sono ottimista, dall’interesse manifestato per quel gioiello sono quasi certo verrà venduto al primo tentativo», sostiene Lorenzo Giorgi, l’assessore con delega al Patrimonio. Da un anno, da quando nell’ottobre del 2016 Giorgi aveva portato in giunta la richiesta dell’alienazione totale dell’enorme palazzo ottenendo il parere favorevole del sindaco e dell’intero esecutivo, Dipiazza e Giorgi hanno incontrato diversi gruppi interessati all’immobile. Gli imprenditori sono stati accompagnati a visitare l’edificio, hanno ricevuto tutta la documentazione e il supporto necessari a sviluppare un progetto e a formulare una valutazione precisa dell’investimento previsto per riqualificare e ridare vita al Carciotti. A preoccupare alcuni è stata la parte monumentale, la più prestigiosa, in condizioni pessime e vincolata in più parti dalla Soprintendenza. «Per rassicurare alcuni è stato organizzato anche un incontro con la stessa Soprintendenza – spiega Giorgi – che ha manifestato un atteggiamento assolutamente collaborativo e propositivo».

Sulla decisione di vendere tutto il palazzo che, dopo il trasloco della Polizia locale in via Revoltella all’ex Beleno, ospita ormai pochi uffici comunali, Giorgi sottolinea che «senza la parte anteriore l’immobile non aveva mercato e per un’amministrazione comunale era impossibile economicamente sostenere la riqualificazione, la messa a norma e la gestione del palazzo, anche della sola parte verso le Rive». Nell’anticipare i progetti che intenderebbero realizzare se l’affare andasse a buon fine, i gruppi che sono sfilati davanti a Dipiazza e a Giorgi, hanno raccontato di vedere quel palazzo, tra i più importanti di Trieste, trasformato in un albergo di lusso con annessa sala per congressi e parcheggio. Una porzione dell’edificio, quella che si affaccia su via Cassa di Risparmio, potrebbe invece essere destinata a un intervento in chiave residenziale, con appartamenti di alto livello. Al piano terra, sul lato che si specchia nel Canale di Ponterosso, è prevista la realizzazione di fori commerciali da destinare a negozi di qualità top e a uno o più pubblici esercizi.
Un’operazione di trasformazione che prevede l’avvio di un cantiere da oltre 30 milioni di euro.
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