Sul campanile di Pirano torna l’arcangelo Michele

L’operazione con un elicottero militare: nei tre mesi di restauro della statua curata la copertura bronzea, ricostruito un dito, sostituite le barre fra corpo e ali

LUBIANA Dopo tre mesi la statua dell’arcangelo Michele è tornata a fare bella mostra di sé sulla sommità del campanile della chiesa di San Giorgio a Pirano, e a vegliare sulla cittadina come fa oramai da 249 anni. Completamente restaurata nei capannoni della Gnom a Lubiana, è stata issata in vetta alla chiesa da un elicottero dell’Esercito della Slovenia sotto lo sguardo attento di centinaia di persone radunate per l’occasione in piazza Tartini.



Un’operazione difficile con il pilota dell’elicottero privo di riferimenti visivi. Inoltre, mentre la statua veniva issata, a causa del vento si sono attorcigliate le funi attorno al capo e all’aureola dell’arcangelo, per cui il velivolo ha dovuto girare per 13 minuti sul mandracchio e su piazza Tartini affinché le funi si districassero e le operazioni di posa potessero iniziare. Il secondo tentativo è andato bene e alle 15.26 di lunedì scorso l’arcangelo era nuovamente al suo posto.

Tra i numerosi curiosi con il naso all’insù c’era anche il ministro della Difesa Kark Erjavec. «Abbiamo visto - ha dichiarato al termine delle operazioni - come l’esercito aiuta la gente e le comunità locali». Poi si è personalmente congratulato con l’equipaggio dell’elicottero pilotato da Miha Vencilj, copilota Matej Hajdinjak e tecnico di volo Čop Purkart. «Alleluia», è stato invece il sospiro di sollievo del parroco don Zorko Bajc il quale ha ringraziato i restauratori di Gnom.

Il restauro è costato 25 mila euro a carico del Comune di Pirano, del ministero della Cultura della Slovenia e dalla parrocchia. I restauratori, sotto la guida di Jožef Drešar, hanno curato la copertura bronzea della statua per cospargerla alla fine con dell’acido per farle assumere la colorazione verde tipica del rame esposto all’aria e alla salsedine. È stato rifatto un dito dell’arcangelo grazie a un modello in 3D poi rivestito di bronzo. Un lifting è stato effettuato al viso mentre sono state sostituite cinque barre di ferro che sostenevano le ali perché rovinate dalla corrente galvanica che si crea tra il ferro e il bronzo. Le nuove barre sono in acciaio inossidabile.

L’arcangelo aveva anche cinque buchi nella struttura, che sono stati riempiti con nuovo rame appositamente fuso. La maggior parte dei danneggiamenti riscontrati è del tutto logica, ha spiegato ancora il capo restauratore, visto che la statua deve sopportare la pioggia, la salsedine marina, il vento forte, i fulmini e la grandine e ha ricordato al Delo di Lubiana che l’arcangelo è due volte più vecchio dell’Aljažev dom sul Tricorno (la vetta più alta della Slovenia).

Tuttavia, ha concluso Drešar, la statua ora è quasi nuova e sana e gli esperti dicono che sopporterà più facilmente «i prossimi 110 anni». Il precedente restauro è datato 1908 ed è stato effettuato sotto la supervisione dello scultore Antonio Balliso sotto la guida del fabbricante Lorenzo Zarotti e del costruttore Marco Mossa. Nel frattempo lo scalatore sloveno Robert Grilc Chewap ha predisposto la nuova base sul campanile per accogliere la statua. Ora l’arcangelo, come ha detto il sindaco Peter Bossman, è tornato «a unire Pirano e la Slovenia». —


 

Riproduzione riservata © Il Piccolo