La Sbe di Monfalcone dopo la formazione dei 50 giovani egiziani lancia un progetto abitativo
Non basta formare i giovani immigrati per farli lavorare nelle aziende, bisogna "farli restare qui" per non disperdere il lavoro svolto e il patrimonio professionale creato. Per questo Alessandro Vescovini, alla guida del Gruppo Sbe, per il sito di Monfalcone dopo aver fatto arrivare una cinquantina di giovani egiziani (di religione cristiana) che si stanno formando professionalmente nella fabbrica ha lanciato un progetto abitativo. Un gruppo di casette (una cinquantina) di tipo prefabbricato con tutti i confort e dotate di giardino che dovrebbero essere messe a loro disposizione con un affitto super-calmierato. Quarantacinque metri quadrati che potrebbero raddoppiare (alzando un piano) nel caso di una coppia con i figli. Tra le aree dove insediarle c'è l'ipotesi di Fossalon, frazione di Grado spopolata. Si tratta di opere (le casette sono di una ditta italiana) realizzate senza consumo di suolo (non hanno fondamenta, solo pilastri) su terreni dati in concessione. Servizio di Giulio Garau, video di Katia Bonaventura
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