Rudere di via Cascino incursioni notturne e permane il mistero

Asportati i sigilli. Nell’abitazione era stato trovato il cadavere di un uomo. Si sta stringendo il cerchio sull’identità

“Locale sottoposto a sequestro penale ai sensi dell’articolo 354 del Codice penale”. Il cartello, sistemato dalla Polizia di Stato nel settembre dello scorso anno, campeggia ancora su una delle finestre dello stabile (sarebbe meglio chiamarlo rudere) di via Cascino 11, in pieno centro.

In quelle quattro mura, qualche mese fa, venne trovato un cadavere in avanzato stato di decomposizione e i poliziotti misero i “sigilli” in maniera tale che «le tracce e i luoghi non si alterassero, non si disperdessero o comunque non si modificassero», come recita puntualmente l’articolo 354 denominato anche “Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone”. Ma da alcuni giorni ormai, sembra nel più totale disinteresse, quei sigilli sono stati tolti da qualcuno e la porta dell’abitazione che si trova lungo una delle laterali di Corso Italia è completamente spalancata, facendo diventare accessibile il rudere. Si può anche scorgere il giardinetto interno che oggi assume più l’aspetto di una disordinata e selvaggia boscaglia fra erbacce, edera, rovi, alberi e rifiuti. Qualcuno giura anche di aver visto qualche «losco figuro» entrare e uscire di notte. Peraltro, la struttura è in condizioni talmente compromesse che, oltre a “forzare” il sequestro, chi vi dovesse entrare mette anche a repentaglio la propria incolumità considerato che il tetto è sfondato, le travi hanno subito un cedimento e i calcinacci regnano sovrani da ciò che riesce a vedere restando sul marciapiedi esterno. Sulla facciata c’è anche un cartello con la scritta “Vendesi”: segno che c’è l’intenzione, quantomeno, di dare una nuova vita a un immobile che deve aver avuto una lunga storia alle sue spalle. Al momento del rinvenimento, era il 7 settembre dello scorso anno, il cadavere si trovava in avanzato stato di decomposizione. Si trovava in quello stabile abbandonato al civico 11 di via Cascino da parecchie settimane e le sue condizioni erano tali da impedire anche il riconoscimento del sesso. La morte venne fatta risalire anche a più di un mese prima. Di certo c’era che i residenti cominciarono a percepire un cattivo odore da tre settimane.

Ma come evidenziato nei giorni scorsi, l’identità del corpo non sarebbe più un mistero. A Cormòns sono ormai tutti certi che si tratti di un concittadino la cui scomparsa era stata denunciata nei mesi scorsi. Si tratterebbe di Luca Ronca, ma si tratta solo di un’ipotesi senza alcun riscontro ufficiale. Ma a corroborare questa ipotesi intervengono fonti vicine agli inquirenti che, ormai, danno pressoché per certa l’identità di quel corpo senza vita. «Al di là di questo, quell’uscio va chiuso», l’invito-appello di un cittadino che abita nella zona. Non aprite quella porta, verrebbe da dire, riecheggiando il titolo del film horror del 1974 diretto da Tobe Hooper.

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