Regione, scuola digitale entro il 2020. In aula tablet e smartphone
TRIESTE. Innanzitutto la connettività a banda larga nelle aule, nei laboratori, nelle biblioteche, nelle sale insegnanti e negli uffici amministrativi. Dopo di che, per puntare alla scuola digitale entro il 2020, servirà dotare gli istituti scolastici di strumenti digitali, tablet e smartphone, da utilizzare in modalità creativa e innovativa nelle classi, produttiva ed efficiente a livello amministrativo.
Non mancherà un'azione di dematerializzazione per generalizzare il registro elettronico, il protocollo informatico, la conservazione digitale dei documenti, il portfolio elettronico dello studente, la firma digitale.
La Regione, nell'ambito della digitalizzazione dell'apparato pubblico che coinvolge anche un altro settore cardine come la sanità, lancia il Programma regionale scuola digitale 2016-18, l'anticamera dell'obiettivo fissato dalla Ue al 2020 nella sua Agenda per l'innovazione informatica. Per quella data, si legge del documento varato dalla giunta nell'ultima seduta, dovrà essere stata predisposta una nuova forma di didattica sia per le materie tradizionali che per gli insegnamenti legati allo sviluppo di nuove competenze.
«Oggi la scuola ha di fronte giovani che fin dalla prima infanzia hanno avuto una grande familiarità con l'uso dei dispositivi tecnologici: per questo hanno una forma di apprendimento diversa rispetto al passato - sottolinea l'assessore all'Istruzione Loredana Panariti che ha presentato la delibera d'intesa con la collega Mariagrazia Santoro -. Dobbiamo quindi pensare a nuovi modelli di insegnamento, utilizzando la tecnologia digitale quale strumento per la costruzione delle competenze negli studenti».
Si tratterà di costruire un'educazione al digitale, sottolinea il Programma, non mirata solo all'acquisizione di abilità tecniche. Si punterà infatti a rendere accessibile il web promuovendo negli studenti anche la capacità di esplorare e affrontare con flessibilità problemi e contesti tecnologici nuovi. Tra le applicazione pratiche, la programmazione, la robotica e la stampa 3d.
Nelle linee guida fissate dalla giunta, sempre nell'ambito dell'educazione digitale, si affronterà inoltre il problema della trasparenza delle fonti di informazione promuovendo un utilizzo critico e consapevole della rete. Si cercherà in particolare di guidare gli studenti a leggere, selezionare, interpretare e valutare dati e informazioni sulla base della loro pertinenza e attendibilità.
Senza trascurare le scelte etiche che come produttori e consumatori di comunicazione i ragazzi sono chiamati a fare online in interazione con altri soggetti. Sin d'ora la Regione invita le scuole che non hanno ancora intrapreso un percorso di innovazione digitale a recuperare il gap accumulato favorendo l'avvio di esperienze "certificate". La mappatura delle best practice fornirà schemi concreti di applicazione del digitale in classe, mentre le linee guida saranno la base scientifica per la progettazione di esperienze ancora più innovative. Ne nascerà un catalogo nel quale gli istituti potranno scegliere le soluzioni più adeguate.
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