Primo maggio: la mattinata delle piazze e dei cortei. È ancora polemica sulle stelle rosse

TRIESTE. La festa dei lavoratori, a Trieste, si celebra tra polemiche che coinvolgono l’intero spettro politico. A Monfalcone, invece, saranno ricordati i morti d’amianto. Manifestazioni sono in programma anche nel resto della regione.
Come noto, nel capoluogo giuliano il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato una mozione contro i vessilli con stelle rosse o della Jugoslavia, che di consueto appaiono al corteo cittadino del Primo maggio. L’iniziativa ha ricevuto il plauso del vicesindaco leghista Paolo Polidori. Cgil e opposizioni hanno invece parlato di «armi di distrazione di massa» per distogliere dai «1100 posti di lavoro a rischio in città».
Ora Rifondazione Comunista aggiunge: «Il primo maggio 1945 una parte della popolazione triestina poté parlare di nuovo nella propria lingua, dopo vent’anni di soprusi. Quello jugoslavo fu il primo esercito alleato a entrare in città, liberandola: cosa riconosciuta anche da Fonda Savio. La bandiera italiana con la stella rossa, poi, è quella della brigata partigiana Garibaldi. Non sono queste bandiere a offendere ma il revisionismo storico».
Per la segretaria provinciale Pd Laura Famulari «certe bandiere, fuori luogo e fuori tempo, esistono solo quando una mozione le riporta sotto i riflettori». L’europarlamentare dem Isabella De Monte si richiama ai temi del lavoro. L’Unione degli istriani si aspetta un «corteo jugonostalgico», rilevando che le forze jugoslave «lo stesso giorno del 1945 entrarono a Trieste e Gorizia per occuparle, dando avvio alla sanguinosa "quarantena titina"». Il consigliere comunale forzista Bruno Marini precisa: «Ho firmato la mozione per solidarietà verso il gruppo consiliare e perché è giusta. Ma non se ne può più di simili polemiche. È stato dato il via alla società di gestione per il riuso del Porto vecchio. Si pensi a questo, non al secolo scorso». I neofascisti di Casapound intanto plaudono alla mozione del centrodestra.
Passando agli aspetti logistici, a Trieste la partenza prevista per il corteo di Cgil, Cisl e Uil è partito alle 9.30 da campo san Giacomo. Si sta dirigendo verso piazza Oberdan Oberdan. Quindi, passando per le vie Ghega, Roma, Valdirivo e per le rive, confluirà in piazza Unità. Qui prenderà la parola il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga. Cortei sono previsti anche a Opicina (partenza alle 9.15 da strada per Vienna) e a Prosecco (ritrovo alle 8.15 davanti alla sede della banda). Percorsi e orari degli autobus oggi subiranno alcune modifiche. Le linee 2/, 7, 12, 50 e 52 non saranno operative. Deviazioni coinvolgeranno le linee serali nonché la 3, la 20 e la 27: tutte le informazioni sono sul sito di Trieste Trasporti.
L’Unione sindacale di base prende invece le distanze dai confederali e partecipa allo spezzone alternativo del corteo organizzato da “Buonisti un Cas”, l’organizzazione dei lavoratori nell’accoglienza: in Fvg sono a rischio circa 500 posti di lavoro in quel settore, per effetto della legge Salvini. Nello stesso spezzone ci saranno gli attivisti di Mediterranea Saving Humans.
Alle 13 ci si sposta a Monfalcone: «Per la prima volta porteremo il Primo maggio nella piazzetta dedicata alle vittime dell'amianto, nel quartiere operaio di Panzano», fa sapere l’Usb.
A Gradisca d'Isonzo, storico teatro della manifestazione dei confederali per il Primo maggio nella provincia di Gorizia, l’intervento conclusivo è affidato al numero uno nazionale Uil scuola, Pino Turi. La tradizione è in parte mutata, dal momento che per il secondo anno consecutivo non vi sarà il corteo che, lungo viale Trieste, per decenni aveva preceduto le orazioni sul palco dei giardini pubblici alla Spianata. L’appuntamento è direttamente nel centro della Fortezza, alle 10.30. Prima di Turi interverranno rappresentanti locali di Cgil, Cisl e Uil nonché vari amministratori dell'Isontino.
A Cervignano, oltre al segretario generale Uiltec Paolo Pirani, saliranno sul palco don Pierluigi di Piazza, del centro Balducci di Zugliano, e una delegazione degli studenti ambientalisti di Fridays for future. —
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