Palazzo ingabbiato da tre anni a Muggia, residenti esasperati: «Disagi infiniti»
Stallo nel cantiere di via Battisti avviato con i bonus edilizi. «Senza poggioli e con gran parte dei posti auto occupati»

Ostaggio delle impalcature da quasi tre anni, in un’attesa estenuante dei poggioli e con il cantiere che ha occupato gran parte dei posti auto condominiali.
È la situazione in cui vivono i residenti della palazzina al civico 20 di via Battisti a Muggia, accanto all’hotel Lido, sulla provinciale 14.
«Siamo in questa situazione da quasi tre anni – allarga le braccia Walmi Macor, che abita in uno degli oltre trenta appartamenti –. E pensare che sulla carta i lavori dovevano finire a dicembre del 2023. Sono passati quattordici mesi e siamo ancora senza terrazze e senza certezze sulla fine dei lavori». Impossibile uscire dalle porte finestre, che danno nel vuoto. L’intero edificio è imbragato dai ponteggi, con i teli verdi che svolazzano al vento.
Il cantiere prevedeva l’isolamento a cappotto della facciata e la sistemazione dei poggioli, sull’ondata dei bonus edilizi. L’obiettivo era dare nuovo splendore al condominio, in tempi relativamente brevi. Invece i residenti si ritrovano a fare i conti con un ritardo di oltre un anno. «Il cappotto è stato fatto – prosegue Macor – i poggioli invece no. A novembre l’impresa edile ci aveva detto che sarebbe stata questione di due-tre settimane. Sono passati altri tre mesi e stiamo ancora aspettando».
Nel frattempo i residenti hanno sollecitato più volte e si sono sentiti rispondere che «è un problema di forniture». Il meccanismo, quindi, si sarebbe inceppato a monte. La ditta che esegue i lavori sarebbe a sua volta in attesa dei poggioli. Senza quelli è impossibile chiudere l’intervento e – va da sé – rimuovere l’impalcatura.
«Abbiamo fatto una riunione di recente – spiega il residente – e ci è stato detto che entro due o al massimo tre settimane la situazione dovrebbe risolversi. Ma è la promessa che ci avevano fatto anche a novembre, senza esito».
La pazienza dei condòmini, intanto, è arrivata al limite. «Siamo stanchi di convivere con le impalcature» confessa Macor, dando voce al malcontento collettivo. Già, perché non si tratta soltanto delle terrazze, “assenti” da quasi tre anni. I disagi investono in pieno anche i parcheggi. «Il cantiere ha occupato il 70% degli stalli, sicché abbiamo dovuto e dobbiamo tuttora arrangiarci diversamente, trovando parcheggi alternativi» sottolinea il muggesano.
Secondo lui il cantiere in stallo rappresenta anche un brutto biglietto da visita per la cittadina. «Un edificio imbragato da quasi tre anni, con i teli che svolazzano non è certo uno spettacolo piacevole, a maggior ragione adesso che sfileranno i carri del Carnevale – conclude il residente, esasperato –. Non sappiamo più cosa fare, vorremmo soltanto che il cantiere finisse».
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