Monfalcone, le Terme romane riaprono il primo aprile: da sabato le prenotazioni
Chiuso l’iter di riqualificazione e messa in sicurezza, si riparte dopo oltre due anni di chiusura, eccezion fatta per la parentesi dell’attività tra marzo e agosto 2023

Questa sì che è una notizia. Dopo dilatata chiusura, le Terme romane riaprono i battenti, c’è una data e non è un pesce d’aprile anche se coincide proprio col primo giorno di quel mese. Ma è ufficiale: sabato 1 marzo si riprendono in mano le agende per riavviare il filo telefonico delle prenotazioni e chi ha necessità delle prestazioni può chiamare la struttura al civico 74 di via Timavo. Una svolta attesa dai cittadini, che fin dai primi passi dell’impianto hanno sempre dimostrato affezione verso il polo riabilitativo di casa. Una scommessa, all’inizio, resa sotto precedenti giunte comunali. E poi un servizio. Un servizio che a poco a poco, merito soprattutto dell’accreditamento sanitario impresso a due anni dallo start, nel 2016, ha saputo ritagliarsi la sua fetta d’utenza al Lisert e ora attende il raddoppio con la parte wellness.

L’acqua a 40 gradi
L’offerta al pubblico ha avuto impulso dalle proprietà benefiche – note dall’antichità – dell’acqua, qui estratta dalla fonte 200 metri sotto terra, dove sgorga a una temperatura ottimale di 40 gradi. Con prestazioni che hanno saputo superare i 25 mila accessi l’anno tra cure termali (balneoterapia e attività inalatorie), servizi sanitari (fisioterapia, visite specialistiche fisiatriche e dermatologiche) e wellness. Questo fintanto che il polo era attivo, periodo pandemico a parte. Da oltre due anni infatti le Terme, eccezion fatta per la parentesi tra marzo e agosto 2023, sono rimaste chiuse a causa di manutenzioni straordinarie, in più tranche.
Riapertura nell’aria
Era comunque nell’aria, la riapertura, soprattutto dopo il Consiglio comunale di fine gennaio, quando l’assessora alle Priorità strategiche Anna Cisint aveva “spoilerato” che i dati ufficiosi sulle ultimissime analisi effettuate dall’Azienda sanitaria erano finalmente positivi. Cosa evidentemente poi accertata anche per le vie ufficiali. Nel frattempo si sono conclusi gli interventi di rinnovo, riqualificazione e adeguamento delle reti impiantistiche portati avanti dalla proprietà dell’immobile, cioè sempre dal Comune. Che li ha voluti per porre argine all’«obsolescenza delle tubazioni», sempre l’ente, «gravemente deteriorate dell’aggressività acida delle acque termali». È stato possibile solo grazie al finanziamento regionale urgente di un milione di euro, stanziato dalla Giunta Fedriga: così s’è contribuito a dar corso a una manutenzione straordinaria cruciale – secondo l’amministrazione – per il ripristino dell’attività termale.
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Analisi in ordine
E siccome il cantiere è da un pezzo chiuso, adesso le analisi sono in ordine e tutte le ultime finiture risultano ottemperate, l’edificio è stato di recente restituito al gestore, Terme Fvg, affidatario dell’impianto. Una mossa tesa inoltre a far sì che ora la società «si attivi per ottenere da Asugi, in maniera tempestiva, l’autorizzazione all’esercizio dell’attività, per il “la” alla riapertura dello stabilimento». Il completamento della manutenzione rappresenta «la realizzazione di un progetto importante non solo per la città e per la salute e il benessere dei monfalconesi, ma di ampio interesse anche per le persone residenti nei territori limitrofi e i turisti». Entrando nel dettaglio degli interventi, sono state sostituite le dorsali principali delle tubazioni interne sia per l’acqua da acquedotto che da pozzo, con la parallela eliminazione dei rami morti delle condutture e il rinnovamento delle diramazioni agli apparecchi sanitari del piano terra.
Apparecchi termali rinnovati
Anche le apparecchiature medicali termali sono state completamente rinnovate, insieme agli inalatori, alle vasche singole e alle due piscine termali. Sostituiti altresì il sistema di controllo e trattamento della disinfezione dell’acqua sanitaria e da pozzo, la rubinetteria e i sanitari: si è ricorso qui a elementi resistenti o comunque adatti alle caratteristiche fisiche peculiari di quest’acqua termale. Da ultimo si sono installate una nuova caldaia e un’unità di trattamento dell’aria. A corredo, gli addetti hanno eseguito delle opere edili connesse alla sostituzione dei sanitari e al ripristino delle finiture interne.
Le operazioni di pulizia
A questo punto il gestore ha intrapreso le operazioni di pulizia e dalla prossima settimana Asugi, attraverso il Dipartimento di prevenzione, effettuerà i sopralluoghi e i campionamenti per procedere con le ultime, dovute da prassi, analisi delle acque. Una formalità, pare. Sicché da oggi, intanto, Terme Fvg inizierà ad accettare le prenotazioni da parte dell’utenza, con l’obiettivo di tornare a erogare le prestazioni già dal primo aprile. La riqualificazione è stata progettata da Prisma engineering Srl, che ne ha curato contestualmente la direzione dei lavori, mentre gli interventi sono stati a cura della Rti Ed Impianti costruzioni tecnologiche. L’amministrazione fa sapere che «continuerà a seguire con attenzione il percorso per la riapertura dello stabilimento nell’obiettivo di rendere nuovamente accessibili i servizi termali ai cittadini e ai visitatori in tempi rapidi».
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