Meno reati a Gorizia e Monfalcone, in aumento nei paesi. Molte le truffe

I dati dei 25 Comuni isontini. Il Covid ci mette lo zampino. Il calo dei furti si attesta a -34%. Tante trappole su Internet

Francesco Fain
Il questore di Gorizia Paolo Gropuzzo
Il questore di Gorizia Paolo Gropuzzo

TRIESTE. Il Covid-19 ha determinato e sta determinando, anche, l’andamento dei reati e la loro tipologia. In tutti e 25 i Comuni dell’Isontino. Perché le limitazioni ai movimenti e l’invito, nei mesi più complicati, a restare tutti a casa hanno portato a un calo generalizzato dei fenomeni delittuosi dai 3.937 del 2019 ai 3.801 dell’anno passato, e la tendenza del 2021 pare essere proprio la stessa, anche se la riga la si potrà tirare solamente al 31 dicembre prossimo.

Le tipologie dei reati e l’andamento nei 25 comuni

Entriamo nel dettaglio dell’andamento sia generale, sia specifico. Segni meno nei reati contro il patrimonio (-8,3 per cento), contro la persona (-6,1%), contro l’incolumità pubblica (-15,3%). Anche i danneggiamenti e i vandalismi, un problema che anche in una città tranquilla inquieta parecchio i cittadini, hanno conosciuto una contrazione del 7,7%. Ma è nell’ambito dei furti che il calo è macroscopico segnando un significativo -34,2 per cento in tutto l’Isontino. Grazie alle statistiche della Questura di Gorizia, quindi ufficiali, siamo in grado oggi di fornire il parallelo dei dati 2020 confrontati con quelli del 2019 in tutti e 25 i Comuni della provincia, riassunti nel grafico a fianco. E ci sono parecchie sorprese. A Gorizia i reati sono passati da 1.109 a 1.087. Anche a Monfalcone trend è in calo con 1.036 fenomeni delittuosi nel 2019 903 nel 2020. Il caso curioso riguarda Ronchi dei Legionari con una sostanziale parità: 325 nel 2019, 326 nel 2020.

Mentre vanno in controtendenza, cioè registrano un incremento, San Pier (sono raddoppiati da 20 a 40), Gradisca (da 167 a 270), Dolegna (da 7 a 13), Farra (da 15 a 19), Fogliano (da 37 a 41), Medea (da 9 a 22), Mossa (da 10 a 15) e Romans d’Isonzo (da 52 a 78). È altrettanto vero che, nei paesi, c’è una più forte propensione alla denuncia anche di fronte a furti o atti di piccolo cabotaggio. Da qui, i numeri in crescita.

Sempre legato al Covid-19 e alla permanenza forzata in casa nei mesi più bui della pandemia è stata l’ulteriore esplosione delle truffe via web. «I delitti rilevati da parte di tutte le forze di polizia operanti sul territorio - ha spiegato di recente il questore Paolo Gropuzzo - vedono un generale decremento dei reati, fatta eccezione, in particolare, per quelli relativi alle truffe e frodi informatiche che hanno registrato un aumento di oltre il 15%».

I raggiri sulla case-vacanze

Con la popolarità della casa vacanza online, è aumentato anche il rischio di imbattersi in tentativi di truffa che prendono di mira gli utenti che per la prima volta si cimentano con la prenotazione “fai da te” della vacanza. Per stare più tranquilli, la Polizia postale e delle comunicazioni di Gorizia e l’Airbnb, la piattaforma di viaggio, hanno avviato una campagna per aiutare i meno esperti a riconoscere e stare alla larga dai tentativi di raggiro più diffusi, individuando i profili di truffatori più comuni e i consigli per smascherarli.

Il decaologo della Postale

La Polizia postale ha formulato anche i consigli per non farsi fregare: non pagare mai direttamente con bonifico. Se viene proposto di inviare una caparra, non fidarsi: è contrario ai termini del servizio di Airbnb. Pagare esclusivamente attraverso il sito, che in nessun caso prevede il bonifico come strumento di pagamento; non comunicare fuori dal sito. Diffidare da chi propone di lasciare Airbnb per accordarsi privatamente con la promessa di uno sconto.

La Posta si raccomanda di prestare occhio a link condivisi via mail o da altri siti. È consigliabile diffidare da chi contatta il potenziale cliente tramite un sito di annunci dell’usato o un portale immobiliare generico dicendo di affidarsi ad Airbnb. C’è il rischio che venga condiviso il link ad un sito fasullo. È utile anche sapere che tutte le pagine di Airbnb hanno l’indirizzo che inizia con www.airbnb.it o www.airbnb.com, e un numero dopo la parola ‘rooms’, come nell’esempio: www.airbnb.it/rooms/30728582. Indirizzi più complicati o con una struttura diversa devono insospettire.

Infine, un annuncio ben curato è di solito indice di un host e di una casa altrettanto in ordine. Invece, è giusto quantomeno mettersi in allarme di fronte a un prezzo super-competitivo, soprattutto nel periodo ferragostano, a descrizioni vaghe, a recensioni inesistenti o a un profilo-utente creato da poco tempo.

Riproduzione riservata © Il Piccolo