La Sissa “affida” il Welcome day a una donna FOTO

Per la prima volta nella Scuola di studi avanzati di via Bonomea la lezione inaugurale è stata tenuta da una matematica, la francese Saint-Raymond. Il debutto del neodirettore Ruffo, da poco subentrato a Martinelli
Silvano Trieste 01/12/2015 Sissa, Welcome Day, Stefano Ruffo
Silvano Trieste 01/12/2015 Sissa, Welcome Day, Stefano Ruffo

TRIESTE Per la prima volta nella storia ultratrentennale della Sissa è stata una donna, la matematica francese Laure Saint-Raymond, a tenere la lezione inaugurale del Welcome Day 2015, la giornata in cui la scuola dà il benvenuto ai suoi nuovi studenti. È forse anche questo il segno del nuovo corso impresso dal neodirettore della Sissa, Stefano Ruffo, martedì 1 dicembrei alla sua prima uscita ufficiale a un mese esatto dall'insediamento.

Il cambio della guardia è stato morbido: dopo l’elezione a febbraio, Ruffo, che succede al direttore uscente Guido Martinelli, ha gradualmente preso contatto con la realtà triestina. E martedì ha dato il benvenuto ai circa 70 nuovi studenti della scuola, che provengono da ogni parte del mondo: oltre agli italiani ci sono indiani, pakistani, nord coreani, russi, cinesi, americani, australiani, spagnoli, albanesi, guatemaltechi.

Due le linee guida del neodirettore per il futuro: da un lato l'intenzione di incrementare l'interdisciplinarietà tra le tre aree di specialità della scuola (fisica, matematica e neuroscienze), dall'altro la convinzione che la presenza di eccellenze come Sissa, Icgeb e Ictp in regione, lungi dal danneggiare l'Università giuliana, serva invece sviluppare l'attrattività dell'intero sistema. «Il futuro della Sissa - ha spiegato il neodirettore - è quello di mantenere gli alti livelli di ricerca e formazione finora raggiunti, sviluppare ricerche interdisciplinari, mantenere un ruolo chiave nei progetti esplorativi, contribuire alla creazione di un network regionale di università e centri di ricerca. Vogliamo attrarre le menti più brillanti e i liberi pensatori per creare una collezione di api regina, in grado di sciamare di fiore in fiore: il nostro scopo è la disseminazione dell'eccellenza».

Ma per raccogliere bisogna prima seminare: la Sissa lo fa con il suo programma “Sissa for school”, presentato martedì, che l'anno scorso, da ottobre a maggio, ha visto la partecipazione di più di 2000 studenti di tutte le età, che hanno avuto modo di partecipare a lezioni e laboratori e conoscere personalmente gli scienziati che studiano e lavorano nella scuola.

Ma il Welcome Day - a cui sono intervenute le principali autorità che operano sul territorio, dall'assessore regionale Loredana Panariti al sindaco Cosolini, dall'assessore provinciale Roberta Tarlao al prefetto, dai rappresentanti delle due università regionali al direttore dell'Icgeb - è stato soprattutto l'occasione per raccontare la Sissa ai nuovi studenti attraverso gli interventi dei dottorandi più anziani, dei post doc e degli insegnanti.

Nel corso della giornata sono stati anche assegnati dei premi ai migliori studenti e al personale. Tra questi il Premio Bassoli, istituito dalla Sissa e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che finanzia con tremila euro il miglior progetto per la raccolta di interviste e testimonianze orali in ambito scientifico. Ad aggiudicarselo è stata Paola Vaccaro, che ha vinto con il progetto “Voci su Ebola”, una raccolta di interviste a persone coinvolte nell’emergenza sanitaria che l’anno scorso ha colpito alcuni paesi africani.

A chiudere la giornata è stata infine la lectio magistralis di Laure Saint-Raymond, matematica francese di grande influenza nel panorama internazionale. Un caso più unico che raro: Laure, che ha 40 anni, sei figli e un passato da musicista oltre che da scienziata, ha due incarichi prestigiosi, uno come vice direttore del dipartimento di matematica della Scuola Normale Superiore di Parigi e l'altro come professore all’Università statunitense di Harvard. Divenuta professoressa ordinaria a soli 27 anni, Laure è specializzata in equazioni differenziali alle derivate parziali e il suo intervento alla Sissa, intitolato “Disorder is almost Sure”, l’ha dedicato all'invisibile danza, fatta di caos e irreversibilità, che si ripete ogni istante in ogni parte dell’universo.

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