Insegnanti pagati con soldi regionali, così l’autonomia “entra” a scuola

Parte l’iter per trasferire sul territorio la regia dell’istruzione. Intesa preliminare con il Miur su assunzioni e graduatorie

TRIESTE Il Friuli Venezia Giulia rivendica l’autonomia della propria istruzione e avvia la regionalizzazione delle scuole. E lo fa aprendo subito un dialogo con il ministero sul fronte della gestione del personale a cui, in prospettiva, seguiranno altri passaggi concreti per trasferire sul territorio la regia della gestione del pianeta scuola.

Si parte quindi con accordo preliminare che consentirà alla Regione, a fronte di uno stanziamento di 2 milioni di euro, di sopperire ad alcune carenze di organici di qui al 2020. «Si tratta di una decisione storica - commenta l’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen –. Nonché del primo passo verso la regionalizzazione dell’intero sistema. Il prossimo obiettivo concreto è rendere “autonomo” da Roma l’Ufficio scolastico, auspicabilmente entro il 2019».

Il documento, che è già stato approvato dalla giunta e sarà firmato a breve dalle due parti, è stato presentato ieri nel Palazzo della Regione alla presenza, tra gli altri, di Ketty Segatti, vicedirettore centrale Lavoro e Formazione, e Patrizia Pavatti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Innanzitutto la Regione trasferirà temporaneamente parte del proprio personale all’Ufficio scolastico regionale (che, nonostante il nome, è alle dipendenze del Miur), per tamponarne le carenze di organico con effetto immediato. Dieci i dipendenti regionali coinvolti tramite la formula del distacco, per un periodo massimo di un anno: gli oneri saranno a carico del Fvg. In secondo luogo la Regione metterà a disposizione 800 mila euro, nel biennio 2019-2020, per assumere personale amministrativo di tipo Ds (e cioè dirigenti scolastici) e Dsga (ovvero direttori di servizi generali e amministrativi). L’azione, prevista anche in passato per supportare quegli istituti la cui dirigenza scolastica versa in una situazione di reggenza, ora si estende anche ai dirigenti amministrativi.

La terza misura concerne le assunzioni di personale ausiliario, tecnico, amministrativo (Ata) e di insegnanti di sostegno: a tal fine saranno stanziati 1 milione 200 mila euro. Nelle prossime settimane sarà avviata l’analisi del fabbisogno di tali figure. Una volta completata la ricognizione, le scuole potranno accedere alle graduatorie esistenti per potenziare il proprio organico interno. Al momento la misura è prevista per il biennio 2019-2020. Si tratta pertanto di assunzioni a tempo determinato: si potranno effettuare le stabilizzazioni una volta completata la regionalizzazione.

In quarto luogo, l’amministrazione regionale interverrà offrendo supporto tecnico, amministrativo e contabile nella gestione dei diversi fondi europei che oggi sono a disposizione degli istituti scolastici. Ciò avverrà attraverso il centro Informest, con le risorse del Programma operativo nazionale (Pon). In parole semplici, le scuole saranno affiancate nella preparazione di rendiconti, elaborazione di progetti, domande e così via.

L’accordo prevede un ultimo punto, stavolta di competenza ministeriale. Al vaglio degli uffici romani ci sono tra le 5 e le 6 assunzioni a tempo indeterminato di dipendenti non dirigenziali, da selezionare all’interno delle graduatorie del Fvg e da collocare nell’Ufficio scolastico regionale. Il piano di assunzioni previsto dal Miur non è infatti ancora stato completato, proprio a causa della difficoltà di reperire graduatorie utili: a tal scopo la Regione metterà a disposizione le proprie, attive sia nel Comparto unico regionale sia in altre amministrazioni pubbliche.

Un percorso che suscita fin d’ora reazioni critiche. Per la consigliera regionale Pd Chiara Da Giau «si tratta di un passo a margine più che di un passo avanti, sull’acquisizione della competenza primaria in tema di istruzione. Il percorso non è infatti ancora iniziato, per il ritardo maturato dalla giunta nell’affidamento delle linee di indirizzo alla commissione Paritetica».

Così il segretario regionale Uil scuola Ugo Previti: «La regionalizzazione non è la soluzione ai problemi della scuola: quest’ultima è una comunità educante e c’è bisogno che tutte le sue componenti godano di maggiore attenzione, declinata nella comprensione delle esigenze dei singoli territori. Per questa ragione - conclude - invitiamo a sottoscrivere il documento anti-regionalizzazione dei sindacati e delle associazioni, connotato dall’hashtag “#restiamouniti”». —




 

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