Incidente sul lavoro, l’autopsia rivela come è morto Daniel: colpito alla schiena da due schegge, «come fucilate»
Il 22enne, residente a Vajont, era deceduto poche ore dopo aver festeggiato il compleanno

La morte di Daniel Tafa, il ragazzo di 22 anni, colpito da una scheggia incandescente in un incidente sul lavoro verificatosi nello stabilimento di Maniago della Stm, è avvenuta a causa di due diversi frammenti che lo hanno colpito "come se fossero delle fucilate".
E' emerso dall'autopsia che è stata eseguita stamattina dal medici legali Lucio Bomben, incaricato dalla Procura, e Antonello Cirnelli, indicato dalla famiglia della vittima, per il tramite dell'avvocato Fabiano Filippin.
Si attende ora un’altra perizia, quella tecnica, per verificare l’adeguatezza del macchinario che è stato posto sotto sequestro subito dopo l’incidente mortale.
L’incidente
Il giovane operaio aveva iniziato il turno lunedì 24 marzo alle 19, quando il padre aveva appena staccato. All’una e venti di notte si trovava nell’impianto degli ingranaggi, quando, a causa della rottura dello stampo, è stato colpito alla schiena da una scheggia di acciaio di circa 15 centimetri.
Inutili i suoi tentativi di proteggersi, investito dalla lama metallica, è crollato a terra, trafitto al polmone. A prestargli il primo intervento è stata la squadra di primo soccorso interna all’azienda, che nel frattempo ha anche richiesto l’arrivo del personale sanitario. Sul posto è arrivata l’equipe di ambulanza e automedica. Inviato anche l’elicottero sanitario, decollato dalla base di Campoformido. All’arrivo dei soccorsi il ventiduenne si trovava già in stato di incoscienza.
Il personale dell’automedica ha iniziato a praticare le manovre salvavita di rianimazione cardiopolmonare. L’equipaggio dell’elisoccorso, una volta atterrato in via Monfalcone a Maniago, in prossimità dell’azienda, ha collaborato con gli operatori già presenti.
A fornire supporto all’assistenza sanitaria anche il personale dei vigili del fuoco, intervenuto con una squadra dal distaccamento di Maniago. A nulla sono valsi tutti i tentativi messi in campo dai medici e dagli infermieri. Gravissime le lesioni riportate, soprattutto una al dorso. Ai medici non è rimasto altro da fare che decretare il decesso.
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