In Fvg tornano autocertificazioni e posti di blocco in strada. Dipiazza: «Una sciagura»

Prefettura e Questura si preparano a potenziare i controlli e attendono le direttive del Viminale. L’ira del sindaco di Trieste: «Decisioni allucinanti». Ziberna: «Bisognava scegliere 10 giorni fa» 
Lasorte Trieste 12/12/20 - Molo Audace, Rive, Persone con Mascherina, Polizia
Lasorte Trieste 12/12/20 - Molo Audace, Rive, Persone con Mascherina, Polizia

TRIESTE Scalda i motori la macchina dei controlli che dovranno assicurare il rispetto delle norme del nuovo Decreto Natale. Prima di predisporre la rete tra forze dell’ordine e potenziar ele presenze sul territorio, il prefetto Valerio Valenti attende però l’ufficialità delle scelte fatte dal governo e le indicazioni pratiche che dovranno essere diramate dal Viminale.

«Siamo pronti a replicare le misure applicate nel corso delle precedenti restrizioni, quelle del precedente lockdown – spiega il prefetto – salvo specifiche indicazioni che verranno fornite dal governo. Attendiamo le direttive, che poi andremo a cucire addosso al tessuto cittadino». Anche la Questura si prepara al rafforzamento dei controlli. «La struttura è attrezzata e predisposta per mettere in campo le risorse funzionali a far rispettare i provvedimenti delle autorità -anticipa il questore Giuseppe Petronzi –. Qualunque siano i provvedimenti adottati, siamo pronti a fare la nostra parte in questo momento delicato».



La zona “arancione” è già stata testata di recente dalla nostra regione. A giorni però scatteranno anche le misure previste per quella “rossa”, decisamente più restrittive, con limiti severi sulla mobilità. È prevedibile, dunque, un’intensificazione massiccia dei controlli su tutta la rete stradale –soprattutto sulle arterie principali che attraversano i centri cittadini, come via Carducci, Rive o viale Miramare a Trieste, alle uscite dei caselli autostradali.

E in caso di verifiche, autocertificazione al seguito, si dovrà spiegare dove si è diretti e con chi si sta viaggiando in automobile. Sono già stati potenziati i presidi nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Tutte le uscite di casa dei cittadini, nelle giornate festive con regime da zona rossa, dovranno essere giustificate.

Fino al 6 gennaio l'Italia "rossa" nei festivi e prefestivi, arancione nei feriali. Sì a due ospiti non conviventi in casa
Il premier Conte alla conferenza stampa del 18 dicembre in cui annuncia la stretta di Natale contenuta nel decreto legge appena approvato dal Consiglio dei ministri


Amareggiato per le misure adottato il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. «Speravo ci facessero fare far almeno il Natale in pace, con i ristoranti aperti, per poi prendere tutti provvedimenti del mondo e magari chiudere per Capodanno, e invece no. È una decisione allucinante - afferma Dipiazza -. È la mazzata finale al termine di un anno catastrofico.

Spostamenti per Natale, controlli anti-assembramenti su strade, stazioni e aeroporti
Bonaventura Monfalcone-05.02.2020 Controlli per il coronavirus-Aeroporto Fvg-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

Da sindaco sono preoccupato e dispiaciuto, perché la mia città aveva vissuto un 2018 e un 2019 incredibili, e ora invece è un disastro. Ho piccoli imprenditori che mi telefonano disperati e per molti di loro questa decisione del governo sarà la bastonata finale» Dipiazza non si risparmia anche una valutazione politica: «Non avendo una maggioranza forte che lo sostiene, Conte prende delle decisioni cercando di accontentare tutti, ma senza coerenza, e questo è il risultato: un grande caos».



Per il primo cittadino di Gorizia Rodolfo Ziberna, quella adottata dal governo «era una decisione da prendere dieci giorni fa. Come si può pensare di dire adesso ai ristoratori che non possono organizzare il pranzo di Natale? Tanto più in locali che, una volta che le persone sono sedute a distanza, non favoriscono la circolazione del virus. Anche perchè quel giorno il pranzo sarà solo tra familiari. Il governo – aggiunge Ziberna – commette l’errore di inasprire anziché controllare. Avrebbe dovuto fissare una disciplina verificando il suo rispetto (con buon senso), non cambiare continuamente linea». —



 

Riproduzione riservata © Il Piccolo