In Fvg tornano autocertificazioni e posti di blocco in strada. Dipiazza: «Una sciagura»

TRIESTE Scalda i motori la macchina dei controlli che dovranno assicurare il rispetto delle norme del nuovo Decreto Natale. Prima di predisporre la rete tra forze dell’ordine e potenziar ele presenze sul territorio, il prefetto Valerio Valenti attende però l’ufficialità delle scelte fatte dal governo e le indicazioni pratiche che dovranno essere diramate dal Viminale.
«Siamo pronti a replicare le misure applicate nel corso delle precedenti restrizioni, quelle del precedente lockdown – spiega il prefetto – salvo specifiche indicazioni che verranno fornite dal governo. Attendiamo le direttive, che poi andremo a cucire addosso al tessuto cittadino». Anche la Questura si prepara al rafforzamento dei controlli. «La struttura è attrezzata e predisposta per mettere in campo le risorse funzionali a far rispettare i provvedimenti delle autorità -anticipa il questore Giuseppe Petronzi –. Qualunque siano i provvedimenti adottati, siamo pronti a fare la nostra parte in questo momento delicato».
E in caso di verifiche, autocertificazione al seguito, si dovrà spiegare dove si è diretti e con chi si sta viaggiando in automobile. Sono già stati potenziati i presidi nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Tutte le uscite di casa dei cittadini, nelle giornate festive con regime da zona rossa, dovranno essere giustificate.
Amareggiato per le misure adottato il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. «Speravo ci facessero fare far almeno il Natale in pace, con i ristoranti aperti, per poi prendere tutti provvedimenti del mondo e magari chiudere per Capodanno, e invece no. È una decisione allucinante - afferma Dipiazza -. È la mazzata finale al termine di un anno catastrofico.
Da sindaco sono preoccupato e dispiaciuto, perché la mia città aveva vissuto un 2018 e un 2019 incredibili, e ora invece è un disastro. Ho piccoli imprenditori che mi telefonano disperati e per molti di loro questa decisione del governo sarà la bastonata finale» Dipiazza non si risparmia anche una valutazione politica: «Non avendo una maggioranza forte che lo sostiene, Conte prende delle decisioni cercando di accontentare tutti, ma senza coerenza, e questo è il risultato: un grande caos».
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