Il sindaco Dipiazza: «Il Covid è stato peggio del sisma del ’76 ma Trieste saprà alzarsi e tornare grande»

TRIESTE «Ho lavorato come una bestia in questi venti anni e ancora mi dicono che sono fortunato». Il sindaco Roberto Dipiazza archivia un 2020 micidiale per la città e si prepara a un 2021 in cui dovrà difendere nell’urna lo scranno del primo cittadino. Dal Porto vecchio alle opere pubbliche passando per la chiusura della Ferriera, Dipiazza rigetta le accuse di immobilismo rivolte alla sua giunta e rivendica il lavoro fatto: «La città del futuro la sto costruendo io, ora». Quanto allo sfidante Francesco Russo, «avremo modo di confrontarci. Di Trieste io conosco anche i sassi, lui non ha mai amministrato».
Sindaco, finisce un anno complicato.
Nel ’76 ero a Gemona a dare una mano dopo il sisma, c’erano i corpi sotto le macerie. Pensavo di aver visto il peggio, ma mi sbagliavo. Questo Covid non è altrettanto choccante ma è subdolo. A mezzanotte di San Silvestro brucerò il calendario del 2020. Papà mio diceva, anno bisesto anno funesto.
Da turismo al commercio, gli impatti della pandemia sul tessuto economico sono pesanti.
Abbiamo dato e diamo sostegno. Penso al raddoppio dei dehors, che ha davvero dato fiato alla categoria. Certo, a Natale per gli albergatori era l’apoteosi e ora sono soli. In un certo senso non vedo l’ora di tornare al 2019, un anno straordinario. Appena saremo liberi da questa emergenza, Trieste potrà riprendere il suo percorso in quella direzione, le premesse ci sono.
Dalle istituzioni locali sono giunti segnali contrastanti su come comportarsi. In ottobre, ad esempio, lei e il presidente Fedriga siete scesi nell’affollata piazza della Fipe.
Sì ma in quel contesto non ho commesso leggerezze, così come non ho fatto grigliate a casa mia durante il lockdown. Sono sceso in piazza a parlare con i ristoratori perché trovavo bisognasse dare loro il tempo di consumare le scorte deperibili prima di chiuderli in zona arancio. Anche a Natale potevano darci un giorno di ristoranti aperti, nel rispetto della sicurezza.
Il punto vaccinazioni si farà nel Centro congressi di Porto vecchio?
È una proposta che ho fatto alla Regione, era piaciuta a Riccardi e Poggiana. Ora però la gestione è stata accentrata a livello romano, valuteranno loro.
A proposito del vecchio scalo, l’Accordo di programma non doveva arrivare entro fine anno?
Stiamo aspettando l’ultimo via libera della Soprintendenza sul piano regolatore, ed entro l’anno appunto dovrebbe arrivare. Appena abbiamo tutte le caselle si firma.
I 26 milioni della Regione basteranno a urbanizzare l’area?
Dei 50 milioni che ci son arrivati da Franceschini (ministro della Cultura ndr), 33 son sul Magazzino 26, gli altri 17 servono all’urbanizzazione dell’area. A questi si aggiungono i 26 della Regione, 14 li avremo in attivo quando consegneremo i due agazzini. Con questi fondi copriamo tutto, faremo in Corso Cavour una rotatoria come quella in viale Miramare.
Avete concluso l’accordo con il privato per la risoluzione della concessione Greensisam?
Stiamo andando verso una soluzione per cui a Greensisam restano tre magazzini in affitto, che poi metteremo all’asta ed eventualmente loro potranno acquisirli.
Gli introiti spetterebbero all’Autorità portuale.
A loro dovrebbe andare il 70% a noi il 30%.
Il presidente D’Agostino ha ricordato che per legge a loro andrebbe il 100%, pur aprendo a cederne una parte al Comune.
Io ho sempre sentito così, dopodiché con D’Agostino il rapporto è ottimo e senza dubbio ci accorderemo. Quando parlo di momento magico io intendo questo, un’armonia tra enti simile non c’è mai stata.
Piscina terapeutica. Lei si è espresso per la proposta di Terme Fvg, realtà gradese partecipata dal pubblico attraverso Git e Turismo Fvg.
Abbiamo l’imbarazzo della scelta. Gli spagnoli di Supera me la fanno gratis. La Icop di Vittorio Petrucco che è in cordata con Terme Fvg è pronta a fare altrettanto. Tutto a zero spese per il Comune, cosa volete di più da me? Poi, visto che tanti rivogliono l’altra, con i soldi risparmiati metto a posto anche quella.
La Icop è anche nel Parco del Mare della Camera di Commercio.
Una realtà seria, hanno fatto la piattaforma logistica. Fermo restando che il Comune non partecipa all’opera, secondo me il Parco sarà un attrattore efficace. L’ho visto a Genova come a Lisbona, la gente va a vedere gli acquari e poi ci torna.
Da Roiano al Tram di Opicina, molte opere sono ferme al palo.
Noi la gara per il tram l’abbiamo fatta, non è colpa nostra se poi chi la vince non sa mettere giù i binari e deve subappaltare. A Roiano siamo pronti ad andare avanti ma anche quello è un procedimento complesso con più enti coinvolti. Ma ho fatto un’infinità di cose. Basta andare in piazza Hortis e guardare gli interventi degli ultimi decenni: ho fatto tutto io. Di cantieri ne avrò aperti mille, ma è difficile. Il problema di questo paese è la burocrazia.
La Galleria di piazza Foraggi?
È arrivata la ditta che ha vinto, prepareranno l’area di cantiere e poi avvieranno i lavori. I 35 giorni per i ricorsi sono appena scaduti e non ne sono arrivati.
Il 2020 è stato l’anno della chiusura della Ferriera.
Finalmente ci siamo riusciti e non potrà che essere un ulteriore spazio di dinamismo per il porto, basti vedere cosa sta succedendo tra tedeschi e ungheresi. Mi chiedo se il centrosinistra al posto mio l’avrebbe chiusa.
Ma c’è l’industria nel futuro di Trieste oppure no?
L’unica vera fabbrica degli ultimi 25 anni in quest’area la feci io da sindaco di Muggia ed era il pastificio Zara. All’inaugurazione dissi: “Ci sarà sempre qualcuno disposto a prendere in mano un impianto simile”. Ora infatti c’è Barilla. Io sono per l’industrializzazione, ma dev’essere ad alto valore aggiunto. La ghisa non valeva niente e sporcava.
Come cambierà Servola?
Il rione rifiorirà e ci sarà lavoro da fare. Ora per prima cosa dobbiamo mettere mano ad alcune strade, preparare un piano particolareggiato della viabilità.
Si risolverà invece il garbuglio del teatro Rossetti?
Ci sono diverse opinioni su chi sia la persona più indicata per la guida dello Stabile. Ne ho parlato con Fedriga, presto ne verrà fuori una sintesi.
Lei ci crede nell’ovovia?
Ai tempi le Rive le abbiamo rifatte con i soldi ottenuti per il mai realizzato tunnel sottomarino. Ora c’è questo progetto di ovovia, che è buono e ha avuto un secondo posto al premio nazionale Go Slow. Roma fa un bando per i progetti sostenibili? E noi gli mandiamo il nostro. Intanto abbiamo fatto parlare della città. Poi vedremo.
Il campo sportivo di Samer è stato posticipato al 2021 per un intoppo comunale.
Come dicevo, siamo un Paese di procedure complicate. Ci sarà un ritardo e mi spiace. D’altra parte non si può dire che non abbia a cuore lo sport, basta dire che ho rifatto tutte le coperture sintetiche dei campi cittadini.
In Consiglio l’opposizione chiedeva di istituire una commissione sui servizi in appalto, ma l’idea è stata cassata, sebbene le condizioni di lavoro nelle cooperative in appalto siano spesso proibitive.
Quando sono arrivato al Comune di Trieste ho trovato 64 dirigenti, ora ne ho 27. Avevo 14 geometri ora ne ho tre. Intendo dire che l’ente ha tanti dipendenti e bisogna far stare in piedi il conto economico e i servizi: secondo me ho fatto bene a ridurre il numero dei dirigenti. Allora per pulire le scuole devo assumere o dare alla cooperativa? Secondo me ho già risposto.
Il segretario generale Santi Terranova andrà in pensione. Le mancherà il braccio destro?
Dopo 17 fantastici anni ci diamo ancora del Lei. Gli voglio bene come a un fratello e grazie a lui ho potuto cambiare radicalmente questa città, senza peraltro incorrere mai in alcun problema con la magistratura, come capita a chi amministra. Di questo gli dico grazie di cuore.
La campagna elettorale scalda i motori. Il suo sfidante più probabile per il centrosinistra, Francesco Russo, sta presentando la sua idea di città.
La mia storia parla per me. C’è stato Giorgio Rossetti, Federico Pacorini, Ettore Rosato, Roberto Cosolini e adesso arriva Russo. Non mi ha colpito molto questa sua prima fase, ma di sicuro terrà per i prossimi mesi i colpi migliori. Avremo modo di confrontarci. Dopodiché il popolo è sovrano: se dovessi perdere, direi grazie alla città per questi 15 anni; dovessi vincere, porterei avanti il lavoro che faccio assieme alla grandissima squadra che mi sostiene.
In ballo c’è anche la lista Futura di Ferruccio Saro, Franco Bandelli e Roberto De Gioia. Eroderanno i consensi del centrodestra?
Non mi pongo il problema, tanto mi son sempre battuto contro tutto e tutti. Saro ha detto “mai con la Lega”. La mia coalizione è composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Lista Dipiazza e quindi di accordi con Bandelli non ne posso fare. L’ha detto Saro stesso.
Fratelli d’Italia a dir il vero non ha ancora formalizzato il sostegno alla sua candidatura.
I rapporti con Fratelli d’Italia e il segretario Claudio Giacomelli, così come con Fabio Scoccimarro o la stessa Giorgia Meloni, sono sempre stati ottimi. Io e Giacomelli ci stiamo confrontando su diversi progetti, ad esempio sul 118 in Porto vecchio, e a breve faremo un incontro insieme e ufficializzeremo la coalizione.
Sarà la sua quinta campagna per le comunali.
Io non mi fermo mai, da vent’anni. Tempo fa ero ricoverato a Cattinara per un’operazione al polmone. Mi annoiavo a letto, dalla finestra vedevo i camion passare sul bivio ad H e mi son messo a contarli. Erano troppi. Allora ho telefonato al sindaco di Kozina, alla prefettura e abbiamo fatto un accordo per chiudere il passaggio ai camion, liberando Basovizza. Sono fatto così. —
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