I vini del Fvg alla conquista degli Usa

Missione in maggio con spazi ad hoc negli store Eataly di Chicago e NY. L’annuncio durante l’inaugurazione dello stand a Verona
Il brindisi che ha accompagnato l'inaugurazione dello stand del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly
Il brindisi che ha accompagnato l'inaugurazione dello stand del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly

TRIESTE. L'eccellenza dei vini regionali, rappresentata da quasi duecento aziende del Friuli Venezia Giulia, è andata ieri in scena alla cinquantesima edizione del Vinitaly, in programma a Verona fino a mercoledì, inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina. L'apertura dello stand istituzionale della Regione è stata “benedetta” dall'assessore alle Risorse agricole, Cristiano Shaurli, con la presenza d'eccezione di Joe Bastianich, imprenditore americano della ristorazione e volto televisivo della trasmissione Masterchef. Un'occasione buona anche per annunciare la trasferta americana dei vini Fvg, programmata a maggio.

Shaurli ha sottolineato la «presenza significativa di quasi 200 aziende del Fvg, di cui 106 all'interno dello stand collettivo organizzato dalla Regione attraverso l'Ersa. Un successo sul piano numerico, ma anche la dimostrazione di un comparto vitivinicolo che vuole presentarsi unito». Poi la rivendicazione del recente ottenimento della Doc regionale: «Proprio questa compattezza ha permesso di ottenere lo straordinario risultato della Doc Friuli o Doc Friuli Venezia Giulia: un obiettivo atteso da molti anni, che non obbliga nessuno ad abbandonare le proprie peculiarità ma, al contrario le enfatizza, permettendo di presentarci sul mercato nazionale e internazionale in maniera unitaria». Tale vocazione è stata evidenziata anche da Bastianich: «Sono fiero di poter promuovere i grandi vini di una terra che mi ha adottato da vent'anni. E da ristoratore posso garantire che il Fvg produce i più grandi vini bianchi in Italia e nel mondo». Quei vini bianchi del Collio, simbolo appunto dell'enologia friulana, che saranno protagonisti nello stand regionale fra domani e martedì, quando si svolgerà una degustazione dedicata al Pinot Grigio, condotta dalla celebre giornalista di "Wine Enthusiast", Kerin O'Keefe.

E per rafforzare la visibilità del proprio sistema vitivinicolo e agroalimentare, il Fvg sbarcherà negli Stati Uniti a maggio, grazie a una presenza dedicata all'interno degli store Eataly di New York e Chicago, cui si accompagneranno una serie di eventi di degustazione e promozione dei prodotti regionali, ad opera della Regione, delle Camere di commercio e dei Consorzi Doc San Daniele, Montasio e Collio.

Shaurli ha espresso soddisfazione «per l'attenzione dimostrata dal mondo dei produttori: andremo nelle due realtà più importanti per la promozione dei prodotti italiani negli Stati Uniti». Una coesione per fare sistema, come ha rimarcato il presidente del Consorzio delle Doc regionali, Pietro Biscontin, per il quale «operare in forma unitaria non è affatto scontato, ma rappresenta un valore per la promozione non solo del vino ma dell'intero territorio regionale». All'inaugurazione era presente anche il direttore generale dell'Ersa, Paolo Stefanelli, secondo cui «il Friuli Venezia Giulia è un territorio unico e attrattivo anche grazie alla sua produzione agroalimentare». Una produzione che per Shaurli deve «scegliere di puntare sul marketing estero e sull'esportazione: siamo certi di poter trovare segmenti di mercato pronti ad accogliere la nostra qualità». E d'altronde il vino made in Italy equivale a una bottiglia ogni cinque d'esportazione, con un aumento di quasi il 700% nell'arco degli ultimi cinquant'anni. L'assessore ha al proposito ricordato il +11% registrato nel 2015 dalle esportazioni del comparto agroalimentare, risultato secondo in Italia soltanto alla Toscana: «Ma sono convinto che si possa fare ancora di più, considerando la qualità della nostra produzione. E questa è la sfida che vogliamo lanciare con questa iniziativa, che intendiamo ripetere anche nei prossimi anni. Vogliamo sfatare il mito secondo cui una piccola realtà non può misurarsi con i grandi mercati».

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