L’osservatorio astronomico di Farra festeggia 50 anni con un nuovo planetario

Il Progetto Zafa25 prevede anche una collaborazione transfrontaliera con la costruzione di un radiotelescopio in Slovenia

Luigi Murciano
L’osservatorio astronomico di Farra d’Isonzo si appresta a tagliare il traguardo dei 50 anni di attività
L’osservatorio astronomico di Farra d’Isonzo si appresta a tagliare il traguardo dei 50 anni di attività

Mezzo secolo a veder le stelle. Ed ora, per questo invidiabile giubileo, si regalerà un potenziamento dal sapore transfrontaliero. Sarà inaugurato a novembre il nuovo planetario dell’osservatorio astronomico di Farra d’Isonzo, finestra aperta sulla meraviglia della volta celeste a servizio dei cittadini di tutta la Mitteleuropa.

Un’avventura nata nel 1974 quasi per scommessa, grazie a dei ragazzi neanche maggiorenni: un campo, un telescopio. E un’attrazione irrefrenabile per il cielo infinito. Ma ora quell’osservatorio di fortuna costruito da Gianni Ierman e Fulvio Bressan con materiali di recupero è diventato un’eccellenza assoluta per l’Isontino e per la comunità scientifica internazionale dal momento che con i 229 asteroidi scoperti nel corso della sua storia, il Ccaf figura tra i più prolifici al mondo.

La struttura, la più grande in regione, è costituita da una cupola inclinata di 8,5 metri di diametro e un’arena per 50 spettatori. Essa verrà riqualificata grazie al progetto “Zafa25-Il cielo oltre i confini”, che vede il partenariato fra il Circolo di Farra e l’Istituto di Radioastronomia Zaras-Zavod za radijsko astronomijo di Merna, in Slovenia, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del fondo per piccoli progetti Go!2025 del programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GectGo, e grazie ad un contributo della Regione.

L’obbiettivo è la costruzione di un radiotelescopio sul versante sloveno e l’adeguamento del planetario esistente sul lato italiano. Con un budget complessivo di 190 mila euro, di cui 152 mila finanziati dal Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), l’iniziativa si sta sviluppando nell’arco di un biennio. Il progetto punta a rafforzare la cooperazione tra istituzioni scientifiche attraverso lo scambio di conoscenze ed esperienze, promuovendo al contempo il dialogo culturale e la diffusione dell’astronomia tra il pubblico.

Il tutto è stato presentato nella sala del consiglio comunale di Farra d’Isonzo dal presidente dell’osservatorio astronomico, Enrico Pettarin, alla presenza del sindaco Stefano Turchetto e dei soci, assieme a tutte le iniziative del Cinquantennale. Per celebrare l’importante ricorrenza il Ccaf ha programmato una serie di eventi, che si svolgeranno nel corso di tutto il 2025.

Saranno realizzate due cartelle con grafiche dell’artista Stefano Ornella dedicate al Tempo, concetto da sempre oggetto di studi e riflessioni filosofiche e scientifiche, che fa da filo conduttore a tutte le iniziative organizzate per il cinquantennale. In programma anche una mostra d’arte, che sarà ospitata nella galleria “La Fortezza” di Gradisca d’Isonzo, con opere degli artisti Ludovico Bomben, Paolo Figar, Damjan Komel, Stefano Ornella e Ugo Pierri. Sarà organizzato anche un ciclo di interessanti lezioni in lingua inglese tenute dal planetarista statunitense Derek Demer, in collaborazione con l’International Planetarium Society e PlanIt-Associazione dei planetari italiani, di cui il Ccaf è socio.

Nei prossimi mesi, inoltre, l’osservatorio di Farra d’Isonzo ospiterà anche il XXXIII convegno delle associazioni di astronomi non professionisti dell’Alpe Adria, che vedrà radunati astrofili provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dalla Slovenia e dalla Croazia, e il ciclo di conferenze “Venerdì con la scienza”, organizzato con la collaborazione e la consulenza del professor Stefano Borgani, docente di cosmologia all’Università degli Studi di Trieste.

Gli incontri si terranno ogni ultimo venerdì del mese nella sala conferenze del centro osservativo. Inoltre, saranno realizzate tre pubblicazioni: la seconda edizione, riveduta e aggiornata al 2024, di “A Cielo Aperto”, edito nel 2004 in occasione dell’inaugurazione del rinnovato centro osservativo, con la cronistoria di quanto realizzato, “Chei da Luna – Diario Sentimentale”, che raccoglierà le testimonianze “emozionali” delle tante persone (soci e non) che hanno accompagnato il circolo nei primi 50 anni di attività e un libro d’arte con la riproduzione degli acquarelli delle costellazioni dello Zodiaco realizzate per il Ccaf dall’artista Ugo Pierri con un testo introduttivo del professor Angelo Floramo. —

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