Effetto Covid, in Friuli Venezia Giulia la mortalità è salita del 15% ma in Italia la media è più alta

Conseguenze del coronavirus sui decessi in regione secondo i dati Istat-Ires: al termine dell’anno scorso registrati i due terzi in più di decessi 
Piazza Unità d'Italia vuota in questa domenica di zona rossa a Trieste. Foto Silvano
Piazza Unità d'Italia vuota in questa domenica di zona rossa a Trieste. Foto Silvano

TRIESTE Il Friuli Venezia Giulia è stata la regione del Nord che nel 2020 ha pagato il prezzo più basso nella triste conta dei decessi dovuti al coronavirus. I dati dell’Istat dicono che il territorio ha registrato un aumento delle morti del 15,1% rispetto alla media degli anni precedenti, anche se i primi mesi del 2021 vedono il trend lasciare spazio a numeri preoccupanti. Per quanto riguarda l’anno scorso, però, l’incremento è più contenuto in confronto a quelli delle altre zone dell’Italia settentrionale, la più colpita dalla pandemia, dove la Lombardia arriva a contare addirittura un aumento delle morti di oltre un terzo.



Le cifre fornite dall’Istituto di statistica, rielaborate da Ires Fvg, sono ancora provvisorie, ma permettono di osservare gli effetti del Covid sulla mortalità. In regione il totale dei decessi del 2020 ammonta a 16.617: 2.299 in più rispetto al 2019. Il dato delle morti oscilla di anno in anno, ma se il paragone viene fatto con la media del periodo 2015-2019, si nota che Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone hanno riscontrato nel complesso una crescita delle morti del 15,1% rispetto all’epoca pre pandemia.


La percentuale si colloca sotto la media italiana, che è pari al +17,6% e corrisponde agli oltre 746 mila decessi in più registrati: il valore maggiore dal secondo dopoguerra. Il Fvg va meglio di tutte le altre regioni del Nord, le più pesantemente colpite dall’emergenza sanitaria: la Lombardia con il +36,3%, la Valle d’Aosta con il +32,8%, il Trentino Alto Adige con il +26,8%, il Piemonte con il +24,3% e il Veneto 16,7%. All’ultimo posto della classifica nazionale si trovano la Calabria e la Basilicata con valori inferiori al 6%.


Il risultato dell’elaborazione statistica corrisponde all’andamento dei contagi nel 2020, quando il Fvg risultò (con l’eccezione di Trieste) un’area del paese con un trend della diffusione del virus decisamente più favorevole. La tendenza ha cominciato a invertirsi verso la fine dell’anno, con una netta crescita dei decessi dovuti al Covid, che si sta confermando nel 2021 e che ci vede da oltre una settimana primi nella graduatoria italiana del numero di morti ogni centomila abitanti. Dall’inizio del nuovo anno il tasso dei decessi in Fvg è di 11 ogni centomila residenti contro una media nazionale di circa la metà. Dall’esordio dell’emergenza la regione ha contato infatti 3.241 morti attribuite al Covid: al 31 dicembre erano 1.642 e dunque circa metà dei decessi causati dal virus è avvenuta nel primo trimestre del 2021. Il ricercatore dell’Ires Alessandro Russo sottolinea al proposito che, fra gennaio e marzo, «i decessi legati alla pandemia in Fvg sono stati quasi equivalenti a quelli registrati in tutto il 2020».


L’Istat calcola una crescita dei decessi pari a 2.299 unità rispetto al 2019, quando il contatore delle morti Covid ha 1.642 al 31 dicembre. Sono circa 600 i casi non segnalati e questo lascia immaginare che gran parte di essi sia venuta a mancare senza che ne fosse registrata la positività o per altre patologie, trascurate per il timore di recarsi in ospedale.


Le cifre vanno di pari passo allo sviluppo della pandemia. All’inizio dell’emergenza l’incremento dei decessi segna in Fvg il +25,4% a marzo e il +27,8% ad aprile, ma le percentuali si gonfiano sul finire del 2020, con il +61,6% delle morti avvenuto a novembre e il +68,3% di dicembre. Come spiega Russo, tre quarti dei decessi per Covid tra marzo e dicembre 2020 si è riscontrato non a caso negli ultimi due mesi dell’anno: 1.245 su 16.42.


L’analisi evidenzia infine che l’impennata dei decessi ha colpito più di tutte la provincia di Pordenone (+22,1% rispetto al 2019), seguita da Udine (+15,5%), Trieste (+14%) e Gorizia (11,3%). L’aumento osservato è stato maggiore per la componente maschile (+17,4%) rispetto a quella femminile (+14,8%). —


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