Deserta la prima asta per il Carciotti

TRIESTE Al primo tentativo Palazzo Carciotti non ha convinto il mercato: l’asta, pubblicata al solstizio di giugno, prevedeva l’apertura delle buste ai primi di settembre ma nessuno ha presentato offerte. Si partiva da una base di 22,7 milioni, che, nonostante il prestigioso curriculum architettonico del grande edificio neoclassico, è stata evidentemente reputata assai impegnativa.
Comunque il Comune non demorde e rilancia la sfida con un nuovo bando preparato dal direttore del Patrimonio, Walter Cossutta: la richiesta si abbassa per un 10% abbondante e scende a 19 milioni 900 mila euro. Gli interessati dovranno recapitare le loro proposte entro lunedì 26 novembre, con relativa apertura il giorno seguente martedì 27.
L’amministrazione municipale si aspetta molto da uno stabile che sembrava candidato ad accogliere alberghi di fascia alta. Non a caso, allo scopo di renderlo commercialmente più attrattivo, la giunta Dipiazza aveva deciso di metterlo tutto in vendita, quando invece il predecessore Cosolini aveva optato per una cessione parziale, salvaguardando al pubblico utilizzo culturale-museale la parte anteriore con la facciata rivolta al mare.
Quasi 20 milioni per il mero acquisto restano una cifra importante: il Carciotti, per qualunque destinazione, avrà poi bisogno di un robusto cantiere per essere rimesso in condizioni accettabili. Non va dimenticato che il grande edificio, progettato e realizzato a fine ’700 da Matteo Pertsch e Giovanni Righetti, ha ospitato per decenni uffici comunali e quindi va radicalmente ripensato. Inoltre, come altre antiche costruzioni del Borgo Teresiano, la possente struttura, lunga 100 metri e larga 40, poggia su una selva di lignei piloni, coevi dell’elegante sviluppo neoclassico. La Commissione regionale per il patrimonio culturale (Corepacu) aveva autorizzato l’alienazione dell’immobile previo rispetto di alcune condizioni: attenzione ai prospetti esterni e agli elementi di pregio architettonico-pittorico-scultoreo, solo restauro conservativo per il fronte mare, pubblica fruizione per chi intenda visitare atrio d’ingresso, scalone, sale di rappresentanza.
Per cui sarà interessante verificare la risposta del mercato alla nuova sollecitazione comunale. C’è tempo fino al termine di novembre. Se ci saranno offerte coerenti ai desiderata comunali, bene. Se invece sarà bissato l’esito della prima tornata, la giunta dovrà riprendere in mano il fascicolo e fare alcune valutazioni, perchè un bene come il Carciotti non può essere messo sul mercato sulla base di sconti decisi di volta in volta. Questione di immagine, questione di gestione finanziaria. —
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