Coronavirus, Trieste Estate sarà solo online. E il concerto del Verdi dà l’addio a piazza Unità
Niente pubblico dal vivo per gli eventi della tradizionale rassegna, L'assessore Rossi: «Troppe limitazioni». L’evento del 21 giugno forse a San Giusto

TRIESTE lo spettacolo dal vivo è morto. E Trieste Estate sarà il suo necrologio. Partecipa al lutto il Comune di Trieste. «Sarà una Trieste Estate diversa da quella di tutti gli anni. Sarà senza pubblico. Gli eventi saranno prevalentemente online», annuncia l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, che sta lavorando alla delibera in tono minore e a un cartellone virtuale: «É diventato tutto complicato. L’unica cosa sicura è che non faremo eventi con la presenza di pubblico. Purtroppo non è compatibile. Me l’ha confermato anche il prefetto Valerio Valenti. Ci sono grosse difficoltà per realizzare gli spettacoli all’aperto».
Trieste, mascherine e striscioni: in piazza i lavoratori dello spettacolo
Trieste Estate sarà a “porte chiuse”. Si è scelto di limitarsi a eventi dal vivo senza spettatori da mettere in scena online su qualche piattaforma per promuovere l’immagine di Trieste. Va così in archivio la storica manifestazione estiva che, dopo l’evento natalizio, era diventa cavallo di battaglia dell’amministrazione di centrodestra che ci investiva più di 500 mila euro venendo ricambiata poi dai grandi numeri. La rassegna estiva del Comune, in scena tra fine giugno e fine agosto (con all'interno i festival ShorTs Film Festival, TriesteLovesJazz, Summer Rock Festival) si interrompe per la prima volta dopo due stagioni di grandi risultati (78 mila presenze nel 2018 e quasi 100 mila lo scorso anno). I 160 eventi del 2018 e 2019 sparsi tra piazza Verdi, Castello di San Giusto e Porto vecchio, sono da dimenticare. E nell’albo dei ricordi finisce anche il concerto all’alba di ferragosto sul Molo Audace che “assembrava” oltre 2 mila persone. Troppe per il Covid.
«Ancora tutta tace. La stagione estiva è alle porte e ancora non ci sono indicazioni da parte del Comune sulla programmazione di Trieste Estate o di altre attività culturali in città. Il settore culturale dello spettacolo dal vivo è stato duramente colpito essendo tra i primi a chiudere causa coronavirus. Sono stati colpiti tutti i lavoratori di questo comparto, gli attori, le maestranze e chi lavora nell’amministrazione», scriveva a fine maggio Marina Coricciati, coordinatrice della Commissione Cultura del Pd e autrice di diverse mozioni e interrogazioni sull’argomento. Il silenzio del Comune esprime il sottovuoto culturale in cui finirà l’estate triestina 2020.
Non ci sarà neppure il concerto della ripartenza del Teatro lirico Verdi del 21 giugno in piazza Unità, in occasione della festa della musica che celebra il solstizio d’estate. L’evento, voluto dal sindaco Roberto Dipiazza per riabbracciare la città e annunciato dal riconfermato sovrintendente Stefano Pace, non avrà luogo lì. «Lo faremo nel piazzale delle milizie al Castello di San Giusto o all’interno del Teatro Verdi - spiega Rossi -. É impossibile con le regole attuali gestire uno spazio grande e aperto come quello di piazza Unità». E quindi? «Decideremo in questi giorni. Al 90% i concerti del Verdi si faranno al Castello di San Giusto. Lì è possibile gestire una presenza ridotta del pubblico essendo uno spazio circoscritto. Possiamo regolamentare il flusso e controllare le distanze richieste. Nelle piazze questo è impossibile. Quindi piazza Unità è esclusa» spiega Rossi.
Peccato. «Sarà il concerto della ripartenza. Un modo per riabbracciare la città. Lo faremo in piazza Unità il 21 giugno, festa della musica», anche dichiarato il 23 maggio il sovrintendente Pace annunciando un concerto operistico con impegnati l’orchestra, il coro e i cantanti. Il ritorno all’attività del Verdi, attualmente in cassa integrazione, avverrà invece in una forma diversa. Lo si scoprirà in questi giorni.
Le regole sono dettate da tempo. E da quelle si può ripartire. «Dal 15 giugno - si legge nelle linee guida condivise dalle Regioni - gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala». Per il momento Trieste non vuole scommettere su queste regole d'ingaggio. E così lo spettacolo dal vivo finirà immortalato nello streaming. A futura memoria restano le parole del direttore artistico di Trieste Estate Gabriele Centis: «Il format classico è impraticabile. Il disorientamento è assoluto. Il caos attuale è peggiore del virus». —
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