Coronavirus, in tutta Italia scatta la zona rossa: si esce solo con l’autocertificazione TUTTE LE REGOLE

Ieri la corsa agli ultimi acquisti natalizi, oggi inizia la stretta per le feste: anche l’esercito in strada per i controlli. Ecco tutto quello che si può e non si può fare durante le feste (Testi di Niccolò Carratelli. Speciale web a cura di Elisa Lenarduzzi)
Un posto di blocco dei vigili la vigilia di Natale (Silvano)
Un posto di blocco dei vigili la vigilia di Natale (Silvano)

TRIESTE Natale con l’autocertificazione. Potrebbe essere un ottimo titolo da cinepanettone, di sicuro è il destino che ci tocca quest’anno. Da oggi, in tutta Italia, per uscire di casa sarà necessario munirsi dell’ormai familiare modulo, che ci ha accompagnato nel lockdown della scorsa primavera. Già rispolverato negli ultimi mesi nelle Regioni “rosse” e “arancioni”. Per le prossime due settimane, fatta eccezione per quattro giorni (28-29-30 dicembre e 4 gennaio), torniamo tutti in zona rossa. I controlli di polizia sono stati rinforzati già da lunedì, quando è scattato il divieto di spostamento tra Regioni, da oggi si intensificano anche all’interno dei Comuni e, in particolare, nelle grandi città.

Gli spostamenti, le visite e le seconde case. Le risposte del governo ai dubbi sul Natale
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Ogni spostamento dovrà essere giustificato, le passeggiate in gruppo non sono contemplate: massimo in due (deroga coi figli minori di 14 anni), una sola volta a giorno, per andare a trovare parenti o amici. Per il resto uscite solitarie, per fare la spesa, andare in farmacia o in uno dei negozi autorizzati all’apertura, oppure dedicarsi ad attività motorie. Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha invitato gli agenti incaricati dei controlli (e con loro carabinieri, finanzieri, vigili urbani e militari dell’Esercito, in tutto 70mila persone) ad avere «un approccio comprensivo e improntato al buonsenso».

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Nell’ultima settimana, secondo i dati del ministero dell’Interno, sono state controllate 560mila persone e ispezionati 100mila esercizi commerciali: oltre 5mila le multe per violazioni delle norme anti-contagio, con un centinaio di denunce per “evasione” dalla quarantena domiciliare di pazienti positivi, 86 attività chiuse su 335 sanzionate.

Del resto è stata la settimana clou dello shopping natalizio, che quest’anno è stato anche fermato con un giorno di anticipo. Ieri, nelle ultime ore frenetiche della corsa al regalo, in molte città sono stati registrati assembramenti. Nel centro di Trieste, ad esempio, traffico in tilt e parcheggi strapieni, file davanti a diversi negozi. Tanta gente anche nei supermercati, che comunque saranno regolarmente aperti anche oggi. A Roma e in altre città i commercianti hanno aderito alla protesta indetta dalle associazioni di categoria contro le chiusure del periodo festivo decise dal governo: su migliaia di vetrine sono stati attaccati cartelli con la scritta “Basta”, che resteranno affissi sulle serrande abbassate in questi giorni di stop forzato. 

I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti solo per la vendita da asporto, dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, permessa senza limiti di orario. L’ingresso e la permanenza nei locali da parte dei clienti sono possibili solo per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti da asporto. Vietato il consumo all’esterno di bar o ristoranti. Possono continuare la normale attività i bar e ristoranti all’interno di autogrill e stazioni di servizio, ospedali e aeroporti. Ai clienti che pernottano negli hotel sarà consentito il consumo dei pasti nei ristoranti interni. Per il cenone di Capodanno, però, è permesso solo il servizio in camera.

«Misure decise tardi. Butteremo via tutto». I locali di Trieste in ginocchio
Un locale del centro città a Trieste nella giornata di sabato 19 dicembre. Foto Bruni

Sono sospese le attività dei negozi, tranne quelli che vendono generi alimentari e di prima necessità. Chiusi i centri commerciali, a eccezione di eventuali supermercati o farmacie situati all’interno. Possono restare aperti anche tabaccai, edicole, farmacie e parafarmacie, profumerie, negozi che vendono prodotti per bambini e neonati. E poi ancora parrucchieri e barbieri, benzinai, lavanderie, ferramenta, negozi di ottica, librerie e cartolerie, fiorai e concessionari di auto e moto. Per tutte le attività commerciali resta possibile la consegna dei prodotti a domicilio. Nei quattro giorni “arancioni”, invece, tutti i negozi potranno restare aperti, fino alle 18. 

Trieste,mercoledì ultimo giorno di shopping in libertà. Da giovedì i “pattuglioni” da zona rossa
Trieste, via San Nicolò affollata per lo shopping di Natale

È prevista la possibilità di raggiungere il luogo di culto più vicino a casa. L’accesso in chiesa è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri il distanziamento, in particolare durante le funzioni religiose, nel rispetto dei protocolli. In molte parrocchie, quindi, sarà previsto un numero chiuso, con ingressi contingentati e prenotazione del posto. Un decreto della Congregazione del Culto divino consente ai singoli sacerdoti di celebrare fino a quattro messe nel giorno di Natale, per aumentare il numero delle funzioni e garantire il rispetto delle norme anti-Covid. Per le messe della notte di Natale, questa sera dovranno essere anticipate, per consentire il rientro a casa dei fedeli entro le 22.

Chiese con posti ridotti e orari rivoluzionati ma messe natalizie extra
Bumbaca Gorizia 26_12_2016 Messa Natale Duomo © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

C’è il divieto di spostamento, sia nel proprio Comune che verso Comuni limitrofi, a meno di comprovate esigenze lavorative o di salute. Ma tutti potranno andare a visitare parenti o amici, anche in altri Comuni, una sola volta al giorno e al massimo in due (oltre ai minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti). Deroga anche per i genitori separati che vogliano raggiungere i figli minori, anche in altra Regione. Si può uscire per portare fuori il cane e per fare attività motoria da soli e vicino a casa. Si possono raggiungere le seconde case (se nella stessa Regione), ma un solo nucleo familiare alla volta. Il rientro alla propria residenza o domicilio è sempre consentito, senza limitazioni di orario.

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