Coronavirus, a Trieste ripartono i matrimoni: mascherine, guanti e in sala solo 9 ospiti
Riprende da lunedì la celebrazione dei matrimoni civili Concesso il lancio del riso. Annullate molte nozze in chiesa

Matrimonio al tempo del coronavirus
TRIESTE Sposa e sposo indosseranno mascherine e guanti, il numero di invitati sarà limitato e tra una cerimonia e l’altra verrà eseguita la sanificazione della stanza. Permesso invece il lancio del riso. Ecco riassunti i principali “dogmi” imposti per la celebrazione dei matrimoni civili durante l'era del Covid-19, che a Trieste ripartiranno lunedì alle 9 con le prime nove cerimonie. Sono in programma poi martedì altri cinque sposalizi mentre mercoledì ne è previsto uno solo.
Sarà la sala Tergeste la sede del Municipio deputata per queste occasioni ancor prima dell'emergenza, a fare da cornice a questa prima tranche. Le prossime settimane saranno utili a unire in matrimonio una trentina di coppie, quelle cioè che avevano fissato la fatidica data ancora in marzo, aprile e nella prima metà di maggio. Allo stesso tempo però, in questo periodo, una sessantina di futuri sposi ha preferito fare un passo indietro. «A marzo, su 30 coppie, 10 hanno rinunciato al matrimonio, in aprile solo cinque su una trentina hanno confermato, tendenza che si sta riproponendo anche in maggio», spiega l’assessore ai Servizi demografici Michele Lobianco. Toccherà a lui, autentico veterano visto che da 21 anni celebra matrimoni, aprire le danze lunedì.
Le rinunce probabilmente sono date dal fatto di non poter festeggiare appieno questa importante data con amici e parenti, e di dover utilizzare i diversi dispositivi di protezione. L’organizzazione secondo i dettami per arginare il coronavirus è già stata predisposta. «La sala potrà al massimo ospitare 15 persone – sottolinea l’esponente della giunta Dipiazza -, compreso il celebrante, l'ufficiale di Stato civile, gli sposi e i due testimoni. Quindi vi potranno accedere altri 9 ospiti. Tutti dovranno essere muniti di guanti e mascherine. Saranno posizionate solo le poltroncine necessarie, ovviamente distanziate». All’uscita, con il lancio chicchi di riso concesso, ci saranno degli addetti a controllare che le regole vengano rispettate. All’esterno il gruppo di 15 persone dovrà mantenere però il metro di sicurezza. Non potranno tuttavia presentarsi altri ospiti per evitare assembramenti. Ogni cerimonia durerà in media 15 minuti. Tra un sì e l’altro altri 20 minuti saranno dedicati alla sanificazione della sala.
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Il 18 maggio sarà anche il giorno in cui riprenderanno le messe e quindi i matrimoni religiosi e i battesimi. Oggi il vescovo Giampaolo Crepaldi dovrebbe diffondere le disposizioni a cui attenersi per le celebrazioni dei vari riti religiosi sulla falsariga del protocollo firmato da ministero dell’Interno e Cei. Il numero massimo di partecipanti in questo caso varia in base alla capienza dell’edificio di culto, tenuto conto delle distanze di sicurezza. Ci saranno poi dei volontari a occuparsi di regolare gli accessi.
A quanto pare però anche le cerimonie religiose che verranno celebrate quest’anno saranno poche. Nell'antica chiesa di Muggia Vecchia, Santa Maria Assunta don Andrea Destradi infatti spiega : «Per il 2020 erano previsti circa trenta matrimoni. Una decina di coppie ha rinviato al prossimo anno mentre un'altra decina ha sospeso la decisione, gli altri hanno confermato la data. In primo matrimonio sarà il 20 giugno». Il parroco ha già calcolato che alle celebrazioni potrà partecipare una trentina di persone. «Poi allestiremo altre 40 sedie sul sagrato, installando un impianto di amplificazione». Nella parrocchia di Madonna del Mare, invece, su una decina di coppie, il 90% ha rinviato il matrimonio addirittura al 2021 mentre altre hanno “congelato” la data. «Per ora in programma c’è solo un matrimonio ad agosto», afferma il parroco don Valerio Muschi. —
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