Antonia sposerà Lukasz: l’appello della madre malata e il via libera del Comune di Trieste
I giovani dovevano unirsi in matrimonio a Trieste sabato 16 maggio ma la cerimonia era stata stoppata dal Covid. Ora l’ok per dopo il 18

Trieste, Antonia sposerà Lukasz: il desiderio della mamma malata si realizza
TRIESTE Antonia e Lukasz dovevano sposarsi il 16 maggio, in Municipio per coronare il loro sogno, ma anche per un altro motivo: la madre di Antonia ha una grave malattia terminale. Prima di morire, voleva partecipare al matrimonio di sua figlia. Ma il coronavirus si è messo di mezzo. Le cerimonie sono state sospese. Da dicembre, quando la coppia aveva ottenuto le pubblicazioni, restavano a disposizione sei mesi per celebrare l’unione. E, scaduto questo periodo, c'erano anche i documenti di Lukasz da rifare: lui è polacco e in tali casi ci vuole il benestare da parte del consolato del Paese dello sposo per attestare che non abbia contratto altri matrimoni.
In questi mesi Antonia ha scritto agli uffici comunali, ma la situazione a causa del Covid-19 era difficile. Un post su Facebook, poi diventato virale, della madre è riuscito ad attirare l'attenzione sul fatto. Il messaggio è arrivato fino al Municipio: il matrimonio si farà. Le unioni civili ricominciano dal 18 maggio. Dove ancora non si sa. Le location sono al vaglio dei Comune, entro domani si avrà risposta. Una delle ipotesi è l’area sottostante gli archi del palazzo comunale. La decisione di ripartire con le celebrazioni delle unioni civili non è collegata al post della madre di Antonia, ma chi ha letto le sue parole non è potuto però rimanere indifferente. Il testo è più o meno questo: «Un anno fa è stato diagnosticato un cancro. Un brutto cancro. Molto veloce, inoperabile, prognosi infausta ecc. ecc.. Nel frattempo mia figlia decide di sposarsi: prenota la sala comunale, fanno le pubblicazioni, acquisto dei biglietti aerei per il Vietnam, vestito - molto bello -, preparano la festa. Il tutto per il 16 maggio: è lunga, ma io sono testarda. Ho intenzione di esserci e ci sarò. E poi boom: esplode il Covid».

Il resto lo conosciamo tutti. Ma non la caparbietà di questa signora. E pure della figlia. Antonia chiede agli uffici comunali, via mail, se, scaduti i sei mesi dal giorno delle pubblicazioni, nel caso non fosse possibile fare il matrimonio, sarebbe stato necessario rifare i documenti. «Ci basta una cosa piccola – scriveva ancora la madre -, testimoni e genitori; la festa la faranno dopo, quando si potrà, e se io non ci sarò più pazienza. è roba per giovani, no? Quindi, per favore, Comune di Trieste, ufficio preposto, sindaco, consiglieri, chiunque sia in grado di decidere: fatemela sposare quanto prima, fate in modo che possa avere sua madre accanto in un giorno così importante per lei. Giuro, non pianterò grane».—
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