Addio al rudere di via Cascino Strada chiusa e ruspe in azione
Ordinanza di abbattimento del Comune per il rischio crollo Cadavere trovato nel 2017 di cui non è resa nota l’identità

Bumbaca Gorizia 04.06.2019 Casa demolita via Cascino © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Addio al rudere di via Cascino a Gorizia
“Locale sottoposto a sequestro penale ai sensi dell’articolo 354 del Codice penale”. Il cartello, appeso dalla Polizia di Stato nel settembre di due anni fa, campeggiava su una delle finestre dello stabile (sarebbe stato meglio chiamarlo rudere) di via Cascino 11, in pieno centro, a pochi passi da corso Italia e da piazza Municipio. In quelle quattro mura, nel 2017, venne trovato un cadavere in avanzato stato di decomposizione e i poliziotti misero i “sigilli” in maniera tale che «le tracce e i luoghi non si alterassero, non si disperdessero o comunque non si modificassero», come recita puntualmente l’articolo 354 denominato anche “Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone”.
Addio al rudere di via Cascino a Gorizia
Oggi, quel rudere non c’è più. Perché, ieri mattina, è entrata in azione una squadra di operai per la demolizione. La struttura è stata dichiarata «pericolosa» perché a rischio-crollo. Da qui, la decisione di abbatterla immediatamente, senza perdere altro tempo. «Confermo. Quello stabile era in condizioni pessime, a dir poco precarie. Calcinacci “piovevano” lungo la strada e sul marciapiedi. Da qui, il provvedimento di abbattimento», spiega il comandante della Polizia Locale, Marco Muzzatti.
Per questo, di prima mattina, via Cascino è stata interdetta al traffico ed è entrata in azione una squadra di operai di una ditta edile dell’Isontino. «Domani (oggi, ndr), i lavori dovrebbero essere completati. L’intervento, per forza di cose, è andato avanti in maniera rallentata. Il perché è presto detto. La parte sopra è stata demolita praticamente a mano: sarebbe stato rischioso - spiega Muzzatti - impiegare l’escavatore perché c’era il rischio che la struttura collassasse. E non dobbiamo dimenticare che siamo in una zona densamente abitata, con gli immobili che distano pochi metri uno dall’altro. Per demolire la parte bassa - aggiunge il comandante dei vigili urbani - verrà, invece, utilizzato il braccio meccanico. A quel punto, i lavori potranno essere assai più celeri».
Piene conferme arrivano dall’architetto Marco Marmotti, posizione organizzativa del settore “Pianificazione urbanistica ed edilizia privata” del Comune. «La demolizione - spiega - è la diretta conseguenza di un’ordinanza comunale che imponeva la messa in sicurezza dello stabile fatiscente. Al momento, non risultano progetti che prevedano la ricostruzione dello stabile».
Stabile, torniamo a ricordarlo, che era salito alla ribalta della cronaca nel 2017 quando il corpo senza vita e in avanzato stato di decomposizione di un uomo (la cui identità non fu mai ufficializzata) venne rinvenuto all’interno della casa diroccata e da molti anni disabitata al numero 11 di via Cascino. Furono alcuni vicini, che già da tempo percepivano odori nauseabondi provenienti dallo stabile (un tempo di proprietà della ditta “Olivo Primosic”), a dare l’allarme.
Sul posto si recarono due pattuglie della polizia e un mezzo dei vigili del fuoco. Successivamente, nell’aprile del 2018, i sigilli posti dalla Polizia di Stato vennero forzati da qualcuno con la porta dell’abitazione che rimase per giorni completamente spalancata, facendo diventare nuovamente accessibile il rudere. Si poteva anche scorgere il giardinetto interno che assumeva più l’aspetto di una disordinata e selvaggia boscaglia fra erbacce, edera, rovi, alberi e rifiuti. Qualcuno giurò anche di aver visto qualche «losco figuro» entrare e uscire di notte. Storia passata. —
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