Serbia, via alle consultazioni per il governo
Vučić inizia i colloqui utili a verificare la strada da prendere: nuovo esecutivo o voto anticipato. Opposizioni sull’Aventino

Consultazioni rapide, ma complesse, con buona parte delle opposizioni già pronta a salire sull’Aventino. E con l’uscita dalla crisi politica e sociale che appare lontana. È questo lo scenario che si sta concretizzando nella Serbia paralizzata da mesi di proteste, dopo la conferma delle dimissioni del premier Miloš Vučević. Chi guiderà nei prossimi mesi il Paese balcanico, che ieri ha ricordato in piazza i cinque mesi dalla tragedia di Novi Sad? Lo si saprà con tutta probabilità dopo che, a partire da oggi, il presidente Aleksandar Vučić inizierà le consultazioni con i partiti politici rappresentati in Parlamento per verificare se esiste la possibilità di un nuovo esecutivo. O se si prenderà la strada delle elezioni anticipate.
«Inizierò formalmente le consultazioni mercoledì e le termineremo venerdì», ha così spiegato Vučić parlando alla Tv privata filogovernativa Pink, aggiungendo di attendersi che il Partito progressista (Sns), al potere da più di 12 anni, lo informi se ritiene fattibile forgiare un nuovo governo, probabilmente con gli storici alleati del Partito socialista (Sps), oppure se deciderà di scegliere la via delle urne.
Quali i possibili nomi del nuovo premier? In Serbia sono circolati quelli dell’autorevole economista Branko Milanović, ma anche quello dell’imprenditore serbo-americano Desko Nikitović. L’Sps da parte sua ha già confermato di voler continuare l’avventura di governo assieme all’Sns, perché il momento che vive la Serbia richiede «unità e stabilità politica» per difendere «gli interessi nazionali e lo sviluppo economico». E Belgrado ha oggi «bisogno di un governo che risponda a tutte le sfide» sul tavolo, ha spiegato il portavoce dell’Sps, Ugljesa Marković.
Non la pensano così svariati partiti di opposizione, tra cui l’Ssp, il Novi Dss, l’Nps, il Movimento per la restaurazione della monarchia (Poks), il Centro (Srce), il Movimento dei cittadini liberi (Psg) e il Zeleno-Levi Front, che hanno annunciato un nuovo Aventino. «Rimpiazzare un cattivo governo con un nuovo esecutivo non porta soluzioni, ma solo approfondisce la crisi politica», hanno detto in un comunicato congiunto. Ribadendo poi la necessità invece di puntare sulla soluzione di un governo di transizione, già evocato da ampie parti della società civile e delle opposizioni, un’idea ripetutamente rigettata con forza da Vučić.
Mentre l’agone politico s’infiamma sempre di più, la piazza continua a ribollire. Lo si è visto nuovamente ieri pomeriggio a Belgrado, dove alcune centinaia di studenti di licei belgradesi hanno marciato dal Parlamento fino all’autostrada, bloccando per ore una corsia. Proteste si sono tenute anche in altre città. —
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