L’addio a Battistella, celebre illustratore del Lloyd Triestino e dell’Adriatica di Venezia
É scomparso a 98 anni l’illustratore, grafico e cartellonista nato a Rovigno. Ha ridisegnato l’immagine del Lloyd Triestino e dell’Adriatica di Venezia

Ci ha lasciati, quasi centenario, il maestro della grafica Angelo Battistella. Era l’ultimo dei cartellonisti divenuti celebri nel secondo dopoguerra per le sue campagne pubblicitarie, i suoi manifesti, i suoi disegni, i suoi slogan…
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Le prime “navi di carta”
Nato a Rovigno nel 1927, all’età di ventun anni si trasferisce a Trieste, uno dei tanti profughi delle terre istriane rifugiatisi nel capoluogo giuliano. Studia all’Accademia di Belle Arti di Venezia ed entra a far parte del Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, presieduta da Giuseppe Matteo Campitelli.
Il noto artista e critico d’arte nota immediatamente le doti non comuni di Battistella e lo presenta a Bruno Astori, a capo dell’ufficio propaganda e stampa del Lloyd Triestino, che gli affida una serie di illustrazioni per le vetrine delle agenzie della celebre società di navigazione. Saranno queste le prime “navi di carta” di Battistella; un filone nel quale si dimostrerà molto prolifico, tanto che il Lloyd prima e a seguire la società di navigazione Adriatica di Venezia gli affideranno una miriade di illustrazioni per quello che difatti è il primo materiale promozionale del dopoguerra a rilanciare i servizi di navigazione italiani.

«La mano è sì importante per un grafico ma quello che contano sono soprattutto le idee», avrebbe ricordato l’artista triestino, che negli anni Novanta è passato con straordinaria disinvoltura a utilizzare i software professionali per la grafica e l’editoria. Ma agli albori «tutto veniva eseguito a mano. Unici strumenti di lavoro erano la matita, la carta, il tiralinee, i pennelli e i colori a tempera».
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Un ricco portfolio
Lavorare per delle grandi società di navigazione significa che le sue opere sono diffuse in migliaia di esemplari in tutto il mondo e lo stile di Battistella, essenziale quanto desueto per i tempi, attrae l’attenzione internazionale: parlano di lui riviste del calibro della londinese “Modern Publicity” o pubblicazioni di riferimento del settore quale The International Poster Annual.
La stagione delle navi Battistella la ricordava come una delle più entusiasmanti, ma la fine dei servizi di linea, negli anni Settanta, lo avrebbe portato ad altri numerosi e prestigiosi incarichi. Sono ben sei i volumi dello Studio Battistella che raccontano di una miriade di lavori e clienti importanti.
Suo è il logo dei supermercati Coop, il leone delle Assicurazioni Generali, il gatto della Riello, le réclame della birra Dreher, degli elettrodomestici Zanussi e Zoppas e della Vidal, per la quale inventa la celebre campagna pubblicitaria con il cavallo bianco, la confezione “a pigna” e la medesima parola bagnoschiuma: «Al tempo si diceva bagno di schiuma, e dovetti insistere col cliente per lanciare la nuova parola sul mercato».
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Angelo Battistella non è stato solo un grafico, ma anche un modellista provetto. Assieme all’adorata moglie Novella, che gli è stata accanto nella vita e nella professione, nel suo studio di via Commerciale lavora per trent’anni alla realizzazione di un gigantesco plastico ferroviario, un capolavoro del suo genere che vanta pochi rivali nel mondo.
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L’ultima uscita pubblica
L’ultima uscita pubblica del maestro triestino della pubblicità è del settembre 2024, quando ha preso parte all’inaugurazione della mostra a lui dedicata, “Un mare di carta”, presso il Magazzino delle Idee. Anche in quella occasione al suo racconto non ha fatto mancare l’arguzia e l’ironia che lo hanno sempre contraddistinto. «Sapete qual è la differenza tra me gli altri colleghi che sono rappresentati in questa mostra?» dice al pubblico. «Sono l’unico che accanto al nome ha ancora solo l’anno di nascita».
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